La Meglio Juventus – Allegri, mica tanto

La sfida tra le due squadre più titolate del calcio italiano si presenta con diversi obiettivi: La Juve deve vincere per non perdere di vista la super Roma di Rudi Garsià, il Milan per non perdere la corsa allo scudetto senza correre.

Gli allenatori, visto l’importanza della posta, hanno preparato le squadre con meticolosità: Conte ha dovuto smaltire la sbornia presa per festeggiare le assenze contemporanee di Vucinic e Licchestain. Allegri ha cercato invano fino all’ultimo di convincere Balotelli ad accettare i servizi sociali per farsi ridurre la squalifica di tre giornate. “Far imparare l’italiano ad Aldo Biscardi è impossibile” ha chiosato il centravanti della Nazionale.

Anche lo scorso anno, Balotelli saltò la sfida allo Juventus Stadium per squalifica. Quella volta la squalifica fu sanzionata perché Mario rilevò in diretta il vero mestiere della madre in un guardialinee. Poi, a seguito del reclamo della società rossonera, la squalifica fu ridotta di una giornata ma non annullata. Il giudice motivò che la sanzione non fu dovuta all’offesa, ma per la violazione della privacy. Ognuno può fare quello che vuole ma non possiamo dirlo a nessuno. Mario commentò: “Gnari, qui siamo peggio del Burkina Fasu”.

Superata la gioia per i due assenti, Conte si è posto il problema della loro sostituzione. Con profonda competenza e professionalità, è stato estratto il nome di Padoin per la fascia destra e il Quaglia per affiancare Carletto là davanti. A fine gara, Isla e Motta hanno rivelato che la riffa era stata truccata da Carrera.

Dentro Marchisio ma fuori Pogbà ed anche Conte chiede spiegazioni in merito. Solo dopo che Angelo ed Alessio gli hanno spiegato che non si può giocare in dodici se ne è fatto una ragione, ma mica tanto.

Oltre a Supermario, il Milan deve fare a meno di altri 7 titolari, ma sfortunatamente recupera Montolivo che ha ricevuto direttamente dal Presidente Berlusconi i gradi di capitano: “E’ come un figlio per me, non come Angelino Alfano, ha dichiarato l’ex premier, su di lui posso giurare qualsiasi minchiata. Non posso rischiare sempre la salute dei miei nipoti”.

Nell’ultima intervista Antonio Conte ha polemizzato con i critici, chiarendo a tutti il concetto che lui si fida della sua squadra, della professionalità, dello spirito di sacrificio e compattezza che sa tirare fuori nei momenti più importanti, come la partita con il Milan. Pronti via: Il Milan batte il calcio d’inizio e dopo 11 passaggi va in gol al 22 secondo. Su un tiro sbagliato da fuori area di Nocerino, Muntari, non marcato, mette in gol con il piede sbagliato.

Gli Juventini reclamano il fuorigioco ma, cogliendo tutti di sorpresa, l’arbitro Rocchi giustamente convalida il gol. Muntari si meraviglia del solito mancato annullamento mentre Marotta non capisce perché il guardialinee non ha alzato la bandierina. A prescindere. D’accordo con il Presidente Agnelli presenteranno un esposto in Lega contro la rotazione degli arbitri e guardialinee: “A noi andava bene quello di domenica scorso contro il Torino o, meglio ancora, quello contro il Chievo. E’ una regola barbara che va ridiscussa quanto prima”.

Superato il primo momento di sconcerto e dopo aver mandato affanculo Padoin per la mancata marcatura in occasione del gol, Conte dà la carica ai suoi. Al 7’ del primo tempo Quagliarella, su lancio di Arturo Vidal, si presenta a tu per tu con Abbiati a non più di 5 metri dalla porta, ma calcia altissimo. A fine partita si giustificherà dicendo: “Sarebbe stato un gol troppo facile. Mi avrebbe rovinato la reputazione”.

La Juve si sblocca e continua a premere e dopo 2 minuti, Asamoà impegna Abbiati con un tiro di destro da fuori area. Abate, come noi, si aspettava il solito dribbling non riuscito sulla sinistra. Subito dopo, anche Chiellini prova dalla stesso punto, con lo stesso piede e con la stessa parata di Abbiati.

La Juve spinge e su una palla persa a centrocampo da Montolivo, Deiong commette fallo su Tevez e l’arbitro assegna un calcio di punizione dal limite. Tira Pirlo e batte un Abbiati non perfettamente piazzato. Galliani in tribuna telefona in Spagna per aumentare la proposta di ingaggio a Casillas, offrendo un bonus per la sua fidanzata: “Un mese di lezioni di arpeggio e solfeggio con Rocco Siffredi. Rinnovabile”. Sembra che l’accordo sia ormai fatto.

A questo punto la partita si distende orizzontalmente con tanto possesso palla ed una rottura di maroni dietro l’altra. Il Milan ha un’altra occasione con Zapata che da fuori area tira una randellata pakistana costringendo Buffon ad una parata in tuffo. Prima del fischio, la Juve reclama per un calcio di rigore per una spinta di Costan su Tevez, ma l’arbitro sorvola. Anche questo verrà inserito nella protesta alla Lega. Primo tempo 1-1.

Il secondo tempo inizia con una buona notizia per Allegri: Conte non ha sostituito Padoin. La Juve riprende con ritmi più blandi cercando il momento giusto per ripartire. Da un angolo battuto da Pirlo, Mekses trattiene per la maglia Chiellini e, considerato che ciò non bastava a fermarlo, ha dovuto menargli un pugno sulla spalla destra. Il difensore bianconero è rimasto a terra toccandosi il viso. A fine partita ha spiegato: “Non so perché, ma di solito mi colpiscono sul naso”

Subito dopo, su una palla persa da Padoin, Rubigno si presenta solo davanti a Buffon che con la mano sinistra manda in angolo. A quel punto a Conte viene inspiegabilmente un’illuminazione da grande allenatore qual lui è: sostituisce Padoin con Pol Pogbà. Applausi all’uscita dalla panchina. Del Milan. Lo stadio non capisce ma Conte garantisce: “il mio oroscopo non sbaglia mai”.

Nel dopo partita difende il suo giocatore: “Padoin fa parte della nostra rosa ed oggi ha fatto il suo dovere: Non ha marcato Muntari nell’occasione del gol, non ha fatto un cross dal fondo ed ha concesso una palla-gol a Rubigno. Un allenatore sa quando toglierselo dai marroni.

Dopo l’ennesima palla persa da Quaglia, Conte consulta il suo oroscopo cinese (ariete con ascendente porco) e decide di sostituirlo con Giovinco, il quale, per le partite in notturna, ha dovuto avere un permesso scritto da Biancaneve.

Allegri capisce che Conte è rinsavito e chiede al suo capitano di serrare le fila. Purtroppo per lui, l’acustica dello stadio non è poi così perfetta e Montolivo deve portare una mano all’orecchio per sentire meglio. Ma lo fa proprio nell’occasione in cui ha il pallone tra i piedi, così Marchisio ne approfitta per soffiarglielo e darlo a Vidal. Nonostante il fallo di Mekses (ammonito) riesce a dare la palla a Giovi che, mette a sedere Zapata ed infila Abbiati. Galliani, decide di non aumentare il bonus per la fidanzata di Casillas.

Conte non fa una piega in panchina anche quando dopo la decima piroetta va a sbattere con Marco Nosotti e Giovanni Guardalà di Scai, procurando loro un’ovite bilatarele atrofica. Ciascuno.

Passano 5 minuti e per un fallo da dietro del sempre morigerato Mekses su Giovi, l’arbitro assegna una punizione dal limite e ammonisce per la seconda volta il finto biondo espellendolo. Il tiro di Pirlo si schianta sulla traversa e Chiellini, fiutando l’occasione, spedisce in fondo al sacco, ancora di destro. 3 a 1 e Milano in 10. Partita chiusa?

La Juve teme ormai solo quella che viene chiamata la zona Milan, che ha recuperato 2 gol nei minuti finali contro il Toro e Bologna. Ma le urla di Conte sono intese come il solito esagerato protagonismo ed invece al 90’, Pol Pogbà, credendosi già un fuoriclasse, si fa strappare il pallone da tre giocatori rossoneri e lanciano Muntari, che da fuori area, scaraventa una sambuca con la mosca che tocca Bonucci e spiazza Buffon. 3-2. Il portierone tuttavia sorride e qualcuno sospetta che abbia scommesso sull’autogol.

Marco Nosotti e Giovanni Guardalà decidono di abbandonare la postazione Scai per evitare di collidere con un placido Conte dal cui labiale si sono contate 238 bestemmie in rigoroso ordine religioso e cronologico. Angelo e Alessio sono dovuti intervenire con la camicia di forza per evitare che si facesse male da solo quando, al 94’, Zapata ha spedito di poco alto un colpo di testa pericoloso con il quale il Milan ha sfiorato il pareggio. Solo uno sfogo innaturale e prolungato su una gigantografia di Carobbio, posta nella camera ardente dello spogliatoio juventino, ha permesso di riportare alla calma l’allenatore.

Juventus seconda con il Napoli a 2 punti dalla Roma. Milan con 8 punti in compagnia del Livorno, città di nascita dell’allenatore Allegri. Mica tanto.

Migliore in campo: “La fidanzata di Casillas”.

Ipdà.

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