La Meglio Juventus: I miracoli sono finiti

Quando la Lega ha chiesto alle società di indicare le proprie esigenze da inserire nei parametri del programma per l’elaborazione del calendario del campionato di calcio 2013-2014, gli occhi di Antonio Conte hanno cercato quello di Marotta per rivolgergli solo un ordine perentorio: Voglio la Sampdoria alla prima partita!

 

L’amministratore non ha battuto palpebra sapendo cosa voleva dire questa richiesta: Antonio Conte non dimentica e non perdona. La doppia sconfitta subita nello scorso vincente campionato grida ancora vendetta e bisogna trovare il rimedio prima possibile.

 

Il mister della taranta, già preoccupato per il risultato dell’anticipo che ha confermato i suoi timori sulla pericolosità dell’Hellas Verona nel contendere la vittoria finale alla sua Juventus, non ha lasciato nulla a caso nella preparazione di questa partita, rassicurando soprattutto Buffon che Icardi non sarebbe stato in campo.

 

Forte degli acquisti estivi, la Juventus schiera la più forte panchina del campionato. “Non volevo che Matri e Quagliarella si sentissero discriminati e così gli ho affiancato tutti gli altri 28 giocatori”, compresi i nuovi, ha dichiarato un tranquillo Antonio Conte. Una lacrima gli è spuntata quando non ha visto Giaccherini e soprattutto per la mancata concessione da parte della Lega della richiesta di un minuto di raccoglimento a ricordarne la figura mitica di metà uomo, metà puffo e metà romagnolo.

 

Delio Rossi ha cercato di mettere le mani avanti, dopo che le aveva messe addosso a Laicic, dichiarando che la Juventus è la più brutta avversaria che poteva capitare. A far capire quanto sia temuta questa partita è stato notato, nella farmacia “Pansòn” in zona Marassi, un incremento spropositato di vendita di “Preparazione H”, un unguento quasi miracoloso che lenisce i dolori del deretano.

 

Tuttavia, conscio che la società gli ha messo a disposizione una squadra più forte dell’anno scorso, soprattutto con la vendita portiere Romero, Delio Rossi ha catechizzato i suoi sull’unica tattica possibile applicabile contro la corazzata bianconera: abbattere qualsiasi forma umana che si muova senza indossare la maglia blu-cerchiata.

 

La partita ha inizio sotto una pioggerellina estiva, mentre le telecamere inquadrano il labiale di Conte che recita una bellissima poesia di Salvatore Di Giacomo:

Chiov,

‘na goccia cade ‘ncoppa a na rammera

Clic, clac, clic, clac

Che scassment ‘e cazz.

 

In tribuna si nota il mai rimpianto allenatore del Mancester Siti Roberto Mancini che è riuscito in un colpo solo a far svendere sia Tevez che Balotelli. Purtroppo la dirigenza arabo inglese lo ha capito troppo tardi e lo ha licenziato quando ormai i danni erano stati fatti. In tribuna rassicura il presidente Garrone: Tranquillo, Tevez non segna neanche a porta vuota.

 

La partita inizia al piccolo trotto ed al 4’ minuto Pirlo da 25 metri lancia una sambogia ululante che s’abbassa improvvisamente verso la porta Sampdoriana. Il nuovo portiere Da Costa fortunatamente non soffre di onicofagia e con le unghie riesce a deviare la palla sopra la traversa.

 

Le due squadre cercano di applicare alla lettera le istruzioni dei propri allenatori: La Samp chiude tutti gli spazi affidandosi alle incursioni di Gabbiadini ed Eder per cercare di creare scompigli nell’area avversaria. Buffon e i suoi tre colleghi di difesa sono terrorizzati tanto che devono interrompere la partita di tresette che avevano appena iniziata. La Juve cerca di fare in modo che la palla non arrivi mai a Licstaine.

 

I campioni in carica conquistano molti calci d’angolo e su uno di questi Asamoà colpisce di testa, stranamente senza rompere il pallone e stranamente centrando lo specchio della porta. Il portiere Da Costa ripete la stessa parata sul tiro di Pirlo. A quel punto la Juve capisce che se vuole fregare questo portiere, bisogna giocare palla a terra.

 

Ci prova Tevez con un tiro di sinistro a mezza altezza che il portiere para alla sua destra. Allora Conte indica la soluzione: dobbiamo tirare ancora più basso. Il primo tempo si chiude con il risultato iniziale: 0-0.

 

La ripresa inizia con qualche minuto di ritardo perché qualcuno negli spogliatoi della Samp ha nascosto il vestito di Delio Rossi che lo aveva messo ad asciugare nella riposteria.

 

L’unica variante rispetto al primo tempo risulta quella della presenza di Licstaine lungo la linee della panchine. Conte ne approfitta per incitare il suo giocatore ad accettare il trasferimento ad altra squadra, soprattutto quando lo invita a usare metaforicamente la testa per vincere.

 

Al 13’ la svolta della partita: con una azione manovrata e tutta giocata a terra di primo tocco Pogbà, come nella partita di Supercoppa contro la Lazio, invece di tirare in porta appoggia lateralmente su Tevez il quale, a porta vuota, porta in vantaggio la Juve. Tra l’entusiasmo dei tifosi bianconeri, si sente distintamente la voce del Presidente Garrone: Mancini, ma vaffanculo!

 

La squadra di casa reagisce immediatamente e va in gol con Costa annullato per giusto fuorigioco dall’arbitro Banti su segnalazione del guardialinee. Nessuna protesta della Samp.

 

La Juve si procura un’altra occasione per raddoppiare con Licstaine che, avendo la testa conformata in linea con i piedi, colpisce il pallone da due passi sbagliando la direzione di 180°. Antonio Conte commenta con Angelo e Alessio: Ricordami di non dirgli più di usare la testa per qualsiasi motivo.

 

Mentre nella panchina Sampdoriana si ricordava con nostalgia la vittoria dello scorso anno a Torino in rimonta ed in 10 uomini, Castellini si fa espellere per un fallo più stupido che pericoloso ed un brivido attraversa la schiena di Conte. Ricordandosi di non avere più Giaccherini, chiede subito ad Angelo e Alessio un uomo all’altezza da mandare in campo.

 

Il suo secondo fa alzare Gliorente e Giovinco, e Conte decide di mandarli in campo contemporaneamente: Se facciamo la media in altezza, abbiamo l’uomo giusto. Fortunatamente mancavano 2 minuti alla fine e la Juventus riesce a portare la prima vittoria a casa.

 

A fine partita i due allenatori s’incontrano per i saluti ma Delio Rossi non riesce a dare la mano al collega perché deve tenersi l’asciugamano utilizzata per tutto il secondo tempo per coprire le parti basse dopo il furto del vestito. Conte, con il suo solito abituale sorriso, gli dice: quando verrai a Torino di darò il resto, così impari a rompere i conigli.

 

Migliore in campo: Roberto Mancini.

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