La Meglio Juventus – Juve-Cagliari: Aiò

Nell’ultima partita casalinga del campionato 2012-13, l’ormai scudettata Juventus incontra l’ormai salvo Cagliari. Le due tifoserie sono pronte alla festa. I bianconeri per la ricezione della coppa della vittoria, gli isolani per la condanna di Massimo Cellino.

 

“Speriamo che il prossimo anno potremo vedere le partite in Sardegna”, dicono in coro i tifosi. La dirigenza cagliaritana li rassicura: “Abbiamo già provveduto a chiedere al Direttore la disponibilità dello stadio del supercarcere di Badu e Carros. Siamo in attesa di ricevere la conferma. Il nostro intermediario Grazianeddu Mesina ci riferirà a breve.

 

La Juventus vuole onorare il fresco scudetto per cercare di battere il record della Juve di Capello del 2006 quando toccò quota 91 punti. La giustizia sportiva determinò che questo record fu merito, non della squadra, ma delle telefonate di Moggi. Per questo motivo, fu anche retrocessa in serie B. Conte, da buon meridionale, ha fatto sapere che non ci tiene poi tanto a batterlo: “porta sfiga”.

 

Per questo motivo, forse, schiera la squadra “B” che fa fatica a raccapezzarsi nel nuovo stadio: “eravamo abituati a giocare soltanto a Villarperosa, ad inizio anno”, si giustificano i giocatori. Conte inizia con un 3-4-3 che può diventare un 3-5-2 o addirittura un 4-4-2. Il Cagliari prosegue nella sua politica indigena e schiera più giocatori sardi possibile: Murru, Cossu, Del Fabbro, Astori e Piniglia.

 

La partita inizia al piccolo trotto ma al 11’ Giovinco sciupa una grossa opportunità non riuscendo a calciare davanti ad Agazzi. La difesa rilancia con Rossettini verso Ibarbo che si lancia in un contropiede seguito da Marchisio e Barzagli. La panchina juventina ha una strana sensazione, ma Conte tranquillizza tutti: “Gol sbagliato, gol subito è una grande stronzata! Non abbiamo mai preso gol prima del 20’ del primo tempo”.

 

Ipse dixit (in lingua sarda dell’iglesiente n.d.r.). L’uomo dei caraibi s’invola tra i due, Isla non chiude la diagonale e uccella lo Storari con una palla strana che gli passa tra le gambe arcuate e lemme lemme si deposita in rete. Conte la prende bene e manda affanculo Giovinco il quale si giustifica: “Mister, non segno dal 24 febbraio, ci tenevo a mantenere questo record”.

 

Nell’azione si fa male Barzagli che viene sostituito. Conte decide di mandare in campo Caseres anziché un centrocampista e retrocedere Marrone. Nelle mie squadre non si retrocede, si è giustificato il tecnico salentino.

 

La Juve riprende il suo gioco ed incomincia ad avvicinarsi sempre di più alla porta avversaria. Matri è in giornata di grazia e sbaglia tutti i palloni che gli arrivano. Giovinco cerca di farsi perdonare l’errore di prima e soprattutto cerca di farsi confermare il prossimo anno.

 

Al 34’, su un calcio di punizione al limite colpisce la traversa con il pallone che rimbalza fuori dalla linea di porta. Mammolo lo consolerà a fine partita con uno strudel di kebab. Conte, per non ripetere l’errore di prima, istruisce Marchisio di sgambettare Ibarbo, ovunque si trovasse in quel momento.

 

Il primo tempo finisce con il Cagliari in avanti.

 

Il secondo tempo inizia con la Juve che crea un leggero dominio territoriale senza trovare il pareggio. Al 6’ la svolta: Vucinic entra al posto di Giovinco. La formica atomica non fa nessuna polemica ed esce senza degnare di uno sguardo il suo allenatore che garbatamente ricambia.

 

La Juve spinge adesso e prima Giaccherini costringe Agazzi ad una strepitosa parata bassa sul palo destro e poi Matri sulla sua sinistra. Ma il gol è nell’aria e Vucinic ha un buon naso. Infatti, al 16’ arriva il pari del montenegrino che da un metro segna un gol della serie “questo lo segnavo anch’io”. Notevole l’azione preparatori: Cross di Giaccherini e sponda di testa di Vidal con Agazzi che sfarfalla ma non trova la palla. 1-1.

 

Adesso la Juve vuole vincere e per questo non può fare a meno di sostituire Matri con un giocatore vero. Purtroppo il sostituto si chiama Quagliarella e quindi siamo nuovamente daccapo.

 

Tuttavia al 78’ Isla prova di destro da fuori area con il pallone che sorvola di un pelo l’incrocio dei pali. Questo convince Conte a non fare entrare Licchestainer o Padoin.

 

Non succede più nulla di raccontabile se non l’infortunio di Caseres che si scontra di testa con Rossettini. Entrano i sanitari che provvedono a tamponare la ferita ed a fasciarlo con la tecnica conosciuta come “del maragià”. Appena ripresosi, fresco di incidente stradale, chiede all’arbitro se ha preso la targa del camion che l’ha investito.

 

Pareggio tutto sommato giusto tra due squadre che hanno onorato l’impegno, ajò.

 

La Juventus si prepara a ricevere la premiazione e la giusta ovazione dei tifosi che ringraziano il vero autore di questo nuovo miracolo juventino con uno striscione: “Lunga vita a te, Marco Branca”.

 

Migliore in campo: Il Direttore di Badu e Carros.

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