A Marassi il Genoa Kucka la vittoria

Sarà il sole della Liguria, saranno i quasi 14 gradi di Marassi, ma qui con l’arrivo di Ballardini sembra che l’inverno sia finito. Eppure la squadra rossoblù soffre le defezioni di Granqvist influenzato e Matuzalem per risentimenti muscolari.

Guidolin decide di lasciare in panchina Muriel, mossa che si rivelerà errata, visto poi la prestazione della squadra friulana soprattutto nel primo tempo, ma Guidolin preferisce giocare con due trequartisti: Maicosuel e Pereyra, alle spalle di Di Natale. Il dubbio che l’Udinese sia un po’ forgiata da Totò rimane.

La partita ha inizio con un minuto di silenzio a ricordo di Carmelo Imbriani deceduto all’età di 37 anni: esordio nel Napoli di Lippi e poi  di Boskov, finì la carriera nel Benevento, squadra di cui diventò poi allenatore.

Subito Genoa piuttosto aggressivo e buon ritmo di gioco. Le squadre si affrontano a viso aperto, senza tanti tatticismi, in gioco c’è la rincorsa per uscire dalla zona pericolosa, per l’ospitante, ed il tentativo di restare agganciati al carro della zona Uefa, per quella ospite . Lazzari toccato duro ad un ginocchio è costretto ad uscire quasi subito e Guidolin lo sostituisce con Badu. Al 12’ un gran colpo di testa di Kucka è a lato di un soffio.  Poi è la volta di Manfredini che prova a trafiggere i suoi ex. Il Genoa sembra più convinto ed insiste in avanti. Guidolin sembra non avvedersene, ma i suoi in avanti sbagliano molto, Di Natale e Maicoisuel su tutti.  Alla mezz’ora ancora un gran tiro di Kucka è deviato in angolo da Padelli; è il preludio al gol per il Genoa. Dal conseguente calcio d’angolo uscita da dimenticare di Padelli e Kucka indisturbato può mettere dentro di testa da pochi metri. Classica uscita per farfalle dell’estremo difensore friulano ma il ceco era bello libero e la palla pennellata da Daniel Tozseur era proprio per la sua testa .

Qualcuno sente Guidolin  dire la frase: “Fra Padelli e Brkic son proprio messo bene!!!”.  Preziosi, in tribuna,   ha un sorrisino beffardo, al suo Genoa riesce spesso lo sgambetto alla squadra friulana. Che sia così anche questa volta? Meglio aspettare il novantesimo, anche perché nei precedenti incontri fra i due tecnici, Guidolin ha quasi sempre avuto la meglio nei confronti di Ballardini, ma come dice il detto popolare: c’è sempre una prima volta! Ed è questo che si sta appunto pensando il tecnico ravennate. Si va avanti con un gioco un po’ spezzettato da continui falli, ora l’Udinese prova a spingersi più avanti e con Maicosuel prova a ristabilire il pareggio ma il suo tiro non trova lo specchio della porta. Il primo tempo va in archivio con il risultato di 1 – 0 per il Genoa.

Nell’intervallo si vede il presidente Preziosi fare gesti scaramantici, quest’anno, in casa, tutte le volte che il Genoa stava  sul risultato di 1 – 0 poi il match è terminato 2 – 4 per la squadra ospite. Al via del secondo tempo fiammata genoana che prima con Antonelli e poi con Bovo prova a mettere in sicurezza il risultato senza riuscirci. A questo punto Guidolin decide di giocarsi la carta Muriel al posto di un inconcludente Maicosuel. Contro mossa di Ballardini che rinforza la copertura del centrocampo con Moretti al posto di Vargas. Si assiste ad una serie di tiri che non trovano lo specchio della porta da entrambe le parti: il Genoa con Kucka, Bertolacci e Borriello; l’Udinese con Badu e Di Natale. I grifoni quasi inconsciamente arretrano un po’ il baricentro a difesa del vantaggio affidandosi solo ad azioni in contropiede; ne consegue uno sterile possesso palla ad opera dei friulani. Sostituzioni nel Genoa: Rigoni per Bortolacci e Ferronetti per Marco Rossi, anche Guidolin effettua il suo terzo cambio a disposizione: dentro Alexander Merkel per Giovanni Pasquale. Sul finire della gara, prima Benatia e poi proprio il neo-entrato Merkel si divorano i gol per un possibile pareggio.

Supremazia dell’Udinese nel secondo tempo con un arrembaggio finale non certo di qualità. Finisce 1 a 0 per i grifoni. Otto punti in quattro incontri con 2 pareggi esterni in casa della capolista e a Parma e due vittorie interne con squadre del calibro di  Lazio e Udinese sono un buon bottino per la squadra di Ballardini. I gesti di scongiuro, che non si dicono, di Preziosi hanno funzionato. Per una Udinese così, quest’anno non ci può essere Europa,ma questa squadra non deve essere troppo Totò-dipendente.

Valter Chelini

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