La meglio Juventus – I Conte non tornano

Dopo il tranquillo turno di campionato, gli occhi sono puntati all’Olimpico di Roma per il ritorno della semifinale di Coppa Italia Tim tra la Lazio e la Juventus.

Si riparte dal risultato di parità di 1-1 che tradotto in soldoni significa che, se i bianconeri vorranno nutrire speranze di triplete e di mettere la stella per la decima coppa, dovranno vincere. Oppure pareggiare segnando almeno 2 gol.

Da una parte troviamo un Conte molto preoccupato per la forma fisica dei suoi: teme che il terzo tempo alla fine della partita con il Genoa abbia lasciato degli strascichi. “Non siamo abituati, a festeggiare il terzo tempo come nel regghibi, ed i miei ne hanno approfittato. Si sono abbuffati e non hanno ancora smaltito le tossine”.

Tornando sull’arbitro di Juve-Genoa, l’allenatore salentino dimostra di aver smaltito la rabbia: “L’arbitro Guida è partenopeo e parte napoletano, quindi è di parte. Agghiaggiante”. Spero che l’arbitro di stasera non sia “de noantri”.

Sulla sponda romana si capisce immediatamente che l’allenatore biancoceleste abbia deciso di schierare la migliore formazione possibile sin da quando ha collocato Brocchi nella giusta posizione: nelle stalle, assieme ai suoi omonomi.

Intercettato in tribuna, il Presidente Lotito ci dice che sente delle emozioni positive. Al termine della sconfitta casalinga con il Chievo è andato negli spogliatoi per risollevare il morale dei giocatori usando una locuzione latina a lui molto cara: ‘mmorammazzati”. La minaccia di darli in pasto ai capi ultras ha fatto il resto.

La Juventus è determinata per portare a casa il passaggio e si affida agli uomini dello zoccolo duro: Peluso, Padoin, Isla, Giaccherini e Marrone.

La Juve inizia con molta calma e soprattutto con “savuoar feir”: al 3’ minuto Giaccherini viene ammonito per aver abbattuto Biava.

All’8’ Marchetti atterra Vucinic lanciato in area. L’arbitro Banti dopo aver guardato il segnalinee, che gli dice “non me la sento”, decide per il calcio d’angolo. “Tanto casomai diamo la colpa a Guida”.

La partita continua su un livello tecnico basso come quello della lingua italiana parlata nello storico ristorante della “Sora Lella” all’Isola Tiberina. Da segnalare un intervento dubbio in area juventina di Isla su Klose. Il tedesco è l’unico a non protestare.

La Juve esercita un maggior possesso palla ed alla fine del primo tempo si procura due ghiotte occasioni per passare. La prima viene neutralizzata da Marchetti con una respinta a pugni chiusi su Vucinic, la seconda non viene finalizzata da Giovinco che calcia male solo davanti al portiere, dopo essersi liberato dal difensore. Si va al riposo sullo 0-0.

Si riparte con la solita confusione tecnica. All’8° la svolta. Lancio lungo, ma lungo, ma lungo da parte di Ledesma e colpo di testa vincente di Gonzales, stranamente da solo sulla zona sinistra. Peluso fa sapere al suo mister “non me la sono sentita di intervenire”.

Conte si rende conto che bisogna togliere le pippe dal campo e fa entrare Pirlo, Marchisio e il Quaglia. Petkovic richiama uno stanco Klose per Floccari.

La partita si risolve nei minuti di recupero. Al 91’ pareggia Vidal con un pallone arpionato in area. Un minuto dopo Floccari riporta in vantaggio la Lazio con un colpo di testa in area. Al 94’ la Juve fallisce una doppia occasione con Giovinco a tu per tu con Marchetti e, sulla respinta, Marchisio incredibilmente non riesce a segnare a porta vuota.

Finisce 2-1 e Lazio in finale. I Conte non tornano per la Juve.

Ipdà

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