Signori e Signora

La gara è vissuta più sulle polemiche che hanno in pratica fatto andare in secondo piano l’ottima performance della squadra ripresa da Ballardini, nella tana della Signora. Al fair play di Conte che ha esclamato indignato: “Signori miei, è una vergogna!” gli ha fatto da eco l’ad Beppe Marotta con un’affermazione  nei confronti  dell’arbitro Guida che la federazione dovrebbe a mio avviso sanzionare: “… un giovane arbitro di Torre Annunziata non potrebbe arbitrare serenamente, visto il suo possibile coinvolgimento emotivo nei confronti di una diretta concorrente allo scudetto”. Della serie e allora un arbitro lombardo, o uno laziale, o toscano, o piemontese, o emiliano, o siciliano, o veneto, o friulano, o abruzzese, o ligure si sentirebbe anche lui sempre emotivamente coinvolto? Di questo passo di regioni con squadre non presenti in serie A ne resterebbero pochine (Trentino Alto Adige, Val d’Aosta, Umbria, Marche, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria). Tutto per un fallo di mano non sanzionato dal direttore di gara al 93 esimo che ha visto come protagonista il rossoblù Granqvist.  Esaminata la polemica ed afferrato che essa era anche motivata dal mancato rigore concesso si può dire ad attenuanza dei “signori” che l’hanno scatenata, questi avrebbero fatto senz’altro la bella figura dei signori sorvolando sull’accaduto se il risultato acquisito fosse stato che so io un 3-1 o anche un 2-1 per la Signora.  Ed invece il risultato era ed è poi risultato uno striminzito (per la Juve) 1-1, da qui tutta la facosa polemica. Ma allora si è signori solo quando si vince? Sembrerebbe di si. Almeno nel calcio nostrano.

Ma se questo match fino al 93° stava sul risultato di parità un motivo forse c’era. Ed il motivo a mio giudizio si chiama Davide Ballardini, ritornato sulla panchina genoana con l’intento di portare “il grifone” a salvamento. Se il buongiorno si vede dal mattino, penso che il girone di ritorno del Genoa si annunci veramente pirotecnico. Il tecnico genoano schiera una difesa a 3 preferendo infoltire il centrocampo,  ed è proprio questo che ha un po’ sorpreso la Juve. Gli ospiti hanno fatto un match giocando a viso aperto senza timori riverenziali ed è stata un po’ questa la vera sorpresa per gli uomini di Conte. A proposito di fallo di mani e di rigore non dato, è proprio il Genoa a protestare nella prima frazione di gioco per un fallo di mani di Vucinic non sanzionato. Il direttore di gara che poi Marotta dirà “emotivamente coinvolto” in questo caso fa cenno che si può proseguire.Così la prima parte della gara si archivia con un nulla di fatto.  Nella seconda parte la Juve prova a spingere un po’ di più sull’acceleratore,Conte  alza il baricentro della sua squadra, ma gli ospiti si dimostrano coriacei e non si disuniscono, sebbene sono le prodezze di  un super-Frey  che evitano al Genoa di capitolare in un paio di circostanze. Nulla può però sul tocco sotto misura di Quagliarella. L’azione del vantaggio juventino è scaturita da un bell’innesto di Lichsteiner che serve un bel pallone rasoterra sul quale è più lesto l’attacante napoletano della Juve.  La conclusione impatta contro Granqvist ,sempre lui  e pallone alle spalle dell’incolpevole Frey. Gol da assegnare all’attacante più che autogol dello svedese.

Tutto finito.  Neanche per sogno, perché il tecnico ravennate mischia le carte iniziando una girandola di cambi. Dentro Borriello per un Ciro Immobile di nome e di fatto, Bertolacci per Oliveira un po’ evanescente e Marco Rossi per Manfredini  per assestare meglio la difesa. Queste “giravolte” producono l’effetto sperato. Lo slovacco Kucka con un’azione da ala manda per farfalle De Ceglie e serve un delizioso pallone al centro dell’area sul quale impatta il cranio di Borriello con una potenza inusitata ristabilendo l’equilibrio. Visto il tocco ravvicinato Buffon questa volta non ha colpe, se non quella di tifare per il Genoa da quando era un ragazzino. Il gol dell’ex fresco fresco che proprio  ti aspetti. La regola dell’ex funziona sempre! Sembra voler dire Ballardini  che continua a trasmettere grinta ai suoi. Forse per il Genoa è già iniziata la primavera.

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