La meglio Juventus – Punti Preziosi

Dopo la sconfitta in casa e 3 pareggi successivi (tra campionato e coppa Italia), intervallati da una inaspettata vittoria di misura (4-0) contro l’Udinese, la Vecchia Signora si presenta, nell’anticipo della 3^ di ritorno, con il vestito adatto per la “grand soireè”. Tutti gli indizi portano a credere in un’altra impresa bianconera.

Eccoli gli indizi:

  1. Giocare in casa
  2. Giocare in casa di sabato sera
  3. Giocare contro il Genoa
  4. L’indesiderata sconfitta in casa della Lazio.

E’ indubbio che giocare di sabato sera nel suo stadio ha margini altissimi di riuscita come per un pubblico ministero incriminare Fabrizio Corona. La dipartita di Del Neri ha procurato un dolore quasi insopportabile. La società aveva programmato tutta una serie di eventi e festeggiamenti a sottolineare la felicità che non avrebbe più allenato la Juve. La Lega e la Fcgi hanno fatto sapere che sia il minuto di raccoglimento che la fascia al braccio vengono autorizzate solo per ricordare le persone scomparse e, l’ex allenatore (per quanto potrebbe apparentemente rientrare in questa categoria) risulta ancora inscritto all’anagrafe comunale.

La competenza e l’armonia che il coach aveva saputo creare all’interno del gruppo sono ancora vivi nei ricordi a Torino. Tocca al Capitano Gigi Buffon tracciare un ricordo a nome di tutti: “Ha portato degli schemi innovativi, specialmente per la fase d’attacco e impiegava ore ed ore per spiegarli nei minimi particolari, finché non li assimilavamo, ricorda il numero 1. I risultati non sono arrivati solamente per colpa di noi giocatori: non si capiva un cazzo quando parlava”.

Il sostituto prescelto è Davide Ballardini da Ravenna e vicino di casa del nostro illuminato Direttore. Il Direttore del “Pesto del Carlino” Apollonio Sumaraz ci rilascia un gustoso aneddoto: la prima intervista del nostro illuminato Direttore fu fatta (e mai termine è risultato più appropriato ndr) a casa Ballardini. Il reportage è ancora ricordato come uno dei più alti livelli di giornalismo sportivo e viene citato ad esempio a chiunque si appresta a voler diventare giornalista. Uno straziante articolo correlato da una foto-notizia di due cazzoni con gli occhiali da sole, nonostante fossero chiusi in una stanza buia. La parte letterale fu un’apoteosi, una linea di confine per tutti gli addetti: il tecnico non ha risposto a nessuna delle domande insulse rivolte. Anni dopo tutto questo ha prodotto “Viva la Fifa”.

All’arrivo in tribuna, Preziosi viene accolto con tutti gli onori che si riservano agli appestati. Si accomoda in una zona appartata tenendo sulle ginocchia una borsa lisa e sdrucita color giallo di cacca di topo di campagna che fugge. “Sono sicuro che ci salveremo, esordisce il Presidente, abbiamo una squadra in grado di concentrarsi per ottenere questo obiettivo se solo Borriello decidesse di cambiare parrucchiere, e comunque ho in mano la carta vincente per risolvere il problema, tenendo sempre più stretta la borsa. Un cronista della prima ora chiede se è la stessa di quella utilizzata nel caso che costò la doppia retrocessione dall’”A” alla “C”. Pronta la risposta: “a caval Maldonato non si guarda in borsa”, replica piccato il Presidente.

Conte non vuole lasciare niente al caso e, dopo una lunga notte insonne, ha deciso di presentare un modulo mai finora sperimentato: 3-5-2. Ero tentato di schierare una squadra più cauta, ma non ero sicuro che uno schema 1-1-8 avrebbe permesso il giusto equilibrio.

Sono certo che tutti i miei giocatori, specialmente i nuovi arrivati, sapranno interpretarlo al massimo. Per questo motivo nessun acquisto sarà schierato.

Ballardini, dopo un lungo colloquio con il parrucchiere, decide di lasciare Borriello in panca. “La riga dei capelli a destra gli procura ancora dolore”, e poi ha un cognome che fa troppo meridionale. Vuoi mettere Floro Flores?

Il ritorno a bordo campo gli ha ridato quella serenità ormai riconosciuta universalmente. Non risparmia incitamenti e suggerimenti ai suoi giocatori. I cazzi sono quando lo fa contemporaneamente. A Ciro Immobile, che stranamente si lamentava, lo ha confortato dicendogli: “Se non pensi solamente a giocare, ti mollo un cazzottone che ti raddrizzo le gambe”. Al povero Ciro non è rimasto altro che consolarsi guardando le gambe di Lichsteiner.

La partita si trascina in maniera equilibrata. Il Genoa reclama un rigore per un fallo di braccio di Vucinic, che non sarebbe stato fischiato contro nemmeno nell’anno della serie B.

La Juve presenta il solito gioco: Lichsteiner che sbaglia i cross, Vidal che abbatte tutti gli avversari da dietro, Vucinic che ormai si èp convinto di essere il vero erede di Maradona.

La prima parte finisce con un prevedibilissimo 0-0 anche se sul finale la Juve ha reclamato un rigore su Vidal per il solo fatto che sia caduto inavvertitamente in area ed ha sfiorato il gol con Quagliarella.

Nel secondo tempo la Juve capisce che l’impresa è possibile quando il Genoa conferma in campo Olivera. Un giocatore incompreso da tutti e soprattutto da se stesso. Il gioco dei bianconeri si fa pressante ed all’8° minuto Quagliarella segna un altro gol che lo hanno reso famoso. Su un cross sbagliato di Lichsteiner fa carambolare il pallone su Granqvist che lo devia nella sua porta. “lo abbiamo studiato in allenamento, confessa il bomber. A Marrone la deviazione nella propria porta riesce meglio”.

Al 14°, Ballardini ha un sussulto di orgoglio: Cambia Immobile, di nome e di fatto, con Borriello, dopo aver avuto l’ok dai medici e dal parrucchiere. “Un terrone vale l’altro” è la sua spiegazione tecnica a fine partita. Ho cambiato anche Olivera quando ho tolto gli occhiali scuri ed ho capito il problema.

I cambi danno ragione al tecnico e 10 minuti dopo agguantano il pareggio proprio con Borriello che ha segnato di testa cola riga dei capelli.

Il Genoa vive il momento come una favola e così Conte fa entrare i nani Giovinco e Giaccherini.

Nemmeno il tempo di esultare che il Genoa rimane in 10 perché Floro Flores non ce la fa più a sopportare il doppio cognome e deve uscire senza sostituzione perché esaurite.

La pressione della Juve diventa assidua ma non riesce a sfondare. La partita finisce 1-1 con un rigore negato su fallo di mano di Granqvist all’ultimo secondo, che non sarebbe stato fischiato a favore nemmeno nell’anno della serie B.

Negli spogliatoio di casa si ha la sensazione di aver perso dei punti preziosi.

Migliore in campo: Il parrucchiere di Borriello.

Ipdà

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