La meglio Juventus – Il Pozzo dei desideri

Dopo il corroborante e confortante pareggio di Parma, dove ha saputo evitare con maestria il ripetersi della sconfitta con la Sampdoria, la Juventus ritrova un Udinese al top e francamente rinfrancata dopo essere riuscita a togliersi anche Armero dai marroni.

Le due squadre bianconere, oltre a condividere i colori sociali, mantengono ottimi rapporti di collaborazione tecnico-economica: L’Udinese ogni anno, puntuale come la legge mille proroghe di un governo instabile, rifila i propri gioielli ai piemontesi. Parliamo di gioielli, visto il loro costo.

L’abbraccio tra il padròn (patròn, pardòn) Pozzo ed Agnelli è stato molto, ma molto affettuoso. Dopo mezzora di incollamento, senza accenno di soluzione di continuità, Pavel Nedved ha cominciato a nutrire qualche dubbio sulla natura dell’abbraccio, avendo conferma quando ha sentito Andrea Agnelli sibilare: “dammi indietro i soldi di Isla, porco”. Una volta riuscito a togliere le mani dal collo e tornato all’ovile, ha gridato al Presidente Pozzo: se ti beccano quelli del Barcellona finiscono il lavoro. I catalani evidentemente non hanno ancora digerito la vendita del “nigno” Sanchez per 50 milioni di euro ed utilizzato solamente come comparativo psicologico per non fare sentire Messi troppo basso.

L’Udinese ha messo in piedi un team di osservatori per la ricerca di bidoni che sembrano giocatori per venderli come bidoni che sembrano giocatori. La serietà del team non è messa in discussione dalla presenza di Andrea Alessandro Carnevale. Un giocatore che ha vinto 2 scudetti a Napoli ai tempi di Maradona (memorabili le gare con Diego Armando per capire chi tirava meglio).

E’ sua la scoperta del Lipopill quale coadiuvante nella lotta anti obesità. Intervistato oggi ammette: “Aò, bastava magnassi un pochetto de meno”.

Questo succedeva dopo il mondiale di Italia ’90, dove ha lasciato la sua impronta indelebile, esternando il suo immenso senso di gratitudine per l’allenatore Azeglio Vicini, mandandolo labialmente affanculo in mondovisione nella prima partita del mondiale, quando è stato sostituito da Totò Schillaci. “Senza di me non vincerete neanche una partita” sentenziò mentre usciva dal campo. Totò Schillaci segnò il gol della vittoria mentre lui non aveva ancora finito di sciacquare la prima passata di shampoo sotto la doccia.

Per la cronaca, Totò Schillaci fu il capocannoniere di quell’edizione del mondiale con 6 reti e da un sondaggio, fatto in casa del nostro illuminato direttore, è risultato il più forte centravanti di tutti i tempi.

Nonostante la sua natura così poco incline all’evidenza, si nota l’assenza iniziale in panchina di Guidolin, che ha gettato nel panico Maicosuel il quale è già depresso per via della “saudagi” e Guidolin è l’unico che a sapere che la “fagiuleda” si cucina con le recchie da porco. Il condottiero friulano, per festeggiare la sua 500^ panchina (sembra che il record sia valido nonostante nessuno lo abbia mai visto seduto) è partito da Udine deciso a raggiungere lo stadio con la sua “muntain baik” passando per il passo Stelvio, la cima Coppi, le tre cime di Lavaredo, le tre valli varesine, le cinque giornate di Milano. Siccome nella società non lo caga nessuno, non è stato informato sia che la partita si sarebbe giocata di sabato sera né in quale città. Quando la macchina dell’ammiraglia lo informa che quella non è la Milano-Sanremo, lancia una bestemmia in ladino, imparata nel peggior quartiere di Latisana nell’ora del terremoto in Friuli nella notte del 6 maggio 1976, per poi puntare sulla guglia della Mole.

Radio corsa lo segnala allo striscione dell’ultimo chilometro.

Conte, rinfrancato per la revoca dei 2 punti di penalizzazione al Napoli dopo la requisitoria del Presidente De Laurentiis, si concentra sulla consueta orazione pre-partita, pregando per “li megghiu morti” dell’avvocato che lo ha difeso nel processo del calcio-scommesse. Si è capito che stesse pregando, dal numero delle Madonne invocate.

Il Presidente Agnelli in tribuna conferma l’indiscrezione che Moratti voglia presentare ricorso per l’assegnazione, all’Inter, dei 7 tour revocati ad Armstrong. Il giudice Guido Rossi ha fatto sapere che ci sono i margini per procedere.

Prima della partita, il parcheggiatore del settore “giovanissimi” invita Giovinco, Giaccherini e Di Natale a spostare le loro micro-machines in quanto sono posteggiate fuori dagli spazi loro riservati. La baby-sitter Biancaneve ha fatto sapere che andranno a letto senza cena.

Conte raccomanda ai suoi di non avere fretta di chiudere la partita e di aspettare gli avversari. Infatti, al primo minuto e 50 secondo la Juventus si è già presentata 4 volte davanti alla porta avversaria. L’Udinese risponde da par suo con un solo tiro nel primo tempo di Muriel che sfiora la bandierina del calcio d’angolo. L’allenatore salentino, in uno stentato italiano del sud, chiede ai suoi il gol con un azione che porta un giocatore solo davanti al portiere. “Sono i gol più difficili da sbagliare, spiega ai suoi” pur tenendo conto che ci sono giocatori come Lichsteiner. Recepito l’ordine, la Juve passa in vantaggio con una saraccata “terra-aria” da 32 metri scaraventata da Pogba. Ripreso e umiliato negli spogliatoi davanti a tutta la squadra per l’insano gesto, Pogba si è giustificato con un “non capisco ancora bene l’italiano”.

Sempre negli spogliatoi chiede spiegazioni a Lichsteiner per tutti i cross sbagliati. “Ho dimenticato le scarpe ortopediche a casa, mister” sembra sia stata la risposta del giocatore, che ha promesso che non accadrà più. La smorfia notata sul viso di Conte lascia capire che non cambierà nulla.

Nel secondo tempo la Juve riprende il modulo tanto caro all’allenatore e trova il raddoppio con un’altra saraccata “terra-terra” da 30 metri sempre del solito Pogba. A questo punto, Conte si rivolge a Pavel Nedved dicendogli che l’omino con le mesh da domani andrà alla sua stessa scuola di italiano.

Notato lo sconforto dell’allenatore, Vucinic e Matri decidono di segnare due gol della serie “questo lo segnava pure Oronzo Canà travestito da Lino Banfi”.

Al termine della partita,il Presidente Pozzo quando ha saputo da Marotta che Pogba è stato preso a parametro zero, ha chiesto la testa e le pillole di Carnevale.

Stavolta il Pozzo dei desideri si è asciugato.

Migliore in campo: Maicosuel e la muntain bike di Guidolin.

Ipdà

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