La Frecciatina di Andrea Giunchi – Ipse dixit, ovvero il pesante peso delle parole pesanti dette in una giornata di fine estate

La Serie A non sembra un campionato. Ha più la forma di una commedia italiana a episodi.

Vorremmo fosse un film di Lina Wertmüller, o almeno dei Vanzina.

E invece no. Tutto vero. Drammatico. Trash. Comico. Pulp. Ma vero.

 

Episodio 1. Milan città aperta. Galliani, 30 agosto: “Con l’arrivo di Bojan e De Jong, adesso Allegri si deve preoccupare, perché l’obiettivo non è più il terzo posto.” E tutti a parlare di scudetto. Che Galliani intendesse la salvezza?

 

Episodio 2. Napoli centrovetrine. 22 agosto. Walter Gargano, centrocampista uruguayano in procinto di passare dai partenopei all’Inter, scrive il suo saluto: “con Napoli e con i tifosi c’è un forte legame.” Seguono ringraziamenti, arrivederci, e lacrime. 23 settembre. Walter Gargano, centrocampista uruguayano dell’Inter, dice: “la lettera d’addio che è stata pubblicata non l’ho scritta io, non proviene da me, ma proviene dalla società.” E considerato che per la società parla De Laurentiis, che di solito sproloquia a casaccio, andiamo bene…

 

Episodio 3. Cellino metallurgico ferito nell’onore. Il Presidente del Cagliari che, per amor di chiarezza, è anche uno degli amministratori del calcio italiano, raggiunge un nuovo minimo storico. In estate dice che per l’inizio della stagione il nuovo stadio sarà ultimato. Poi iscrive il Cagliari al campionato indicando il “Nereo Rocco” di Trieste come stadio casalingo. Poi smonta una parte dell’ex stadio cagliaritano “Sant’Elia”, e se la porta nel nuovo impianto “Is Arenas”, rendendo di fatto il “Sant’Elia” inagibile. Davvero, ha fatto smontare tutti i tornelli. E a lavori ben lontani dal completamento, con un livello di sicurezza paragonabile a quello di un petardone napoletano, via fax da Miami – la vera perla è proprio il mezzo usato – diffonde l’annuncio: venite allo stadio, si gioca lì e a porte aperte. Ripeto: fax da Miami.

Andrea Giunchi

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