Lo Juventriloquo – I dolori del giovane Bendtner


L’abbiamo aspettato a lungo e finalmente ce l’abbiamo. Il centravanti atteso come il messia è arrivato. Cavani? Van Persie? Jovetic? Ma va. Meglio. La Juve, nell’ultimo giorno di mercato, ha preso addirittura Nicklas Bendtner. Indimenticato bomber dell’Arsenal, dove ha lasciato il segno con la bellezza di 33 reti in quasi 5 stagioni. Un vero capolavoro di Marotta, consumato stratega del calciomercato, in grado di strappare il bomber (!) all’agguerritissima concorrenza di Siena e Fiorentina.

Nicklas il pennellone è sempre stato la prima scelta della società, appena dietro Cavani, Van Persie, Jovetic, Llorente, Dzeko, Cardozo, Pazzini, Destro, Berbatov, Borriello, Toni, Amauri, Calaiò, Larrivey, Stuani e Abbruscato. Un’operazione strepitosa dell’amministratore delegato bianconero, che si è assicurato il più scarso attaccante della storia dei Gunners in prestito gratuito per un anno, con un riscatto fissato a 5 milioni di euro e uno stock di Fiat Stilo del 2004 a km zero. La Snai quota il riscatto dell’attaccante a 375.

Non a caso Bendtner, chiuso da Van Persie, ma anche da Chamack, Gervinho e da tutto l’attacco della Primavera, nella scorsa stagione era stato prestato a quello squadrone del Sunderland, che grazie ai suoi gol (ben 8)  si è piazzato 13° in campionato.  Insomma, intorno al danesone c’è entusiasmo. Marotta, che evidentemente era convinto di poter prendere un campione per due lire e quattro casse di banane, ha commentato il suo arrivo con gioia: “Non era l’attaccante che cercavamo, non ci serve, è scarso, ma era gratis”. I compagni di squadra lo hanno subito accolto bene. Quagliarella, Vucinic, Giovinco e Matri hanno dato un party in suo onore, mentre la curva ha preparato uno striscione che verrà esposto contro l’Udinese: “Ridateci Borriello”.

Intanto torniamo a giocarci la Champions con Bendtner, l’uomo del salto di qualità. L’unico problema è che non si è capito se sto salto è in avanti o indietro. Prevedo per lui la comoda posizione di quinta punta, quella sempre seduta vicino all’allenatore con la faccia incazzata e speranzosa insieme, tipo “adesso mi fa scaldare”, ma in realtà no, maledetta pippa, vedrai che non ti fa scaldare. Ha un campionato intero per dimostrare di essere meglio di Iaquinta, e potrebbe farcela. Un po’ di fiducia, non so perché, ma se la merita. Infondo è alto, giovane, bello. Si vabbè, ci serviva un campione e non un tronista, ma Cristiano Ronaldo dimostra che la convivenza dei due ruoli in un’unica persona è possibile. L’unica cosa che conta in questo momento è che il buon Nick si tenga il suo numero 52 e non caghi fuori dalla tazza. Se vedo il 10 sulle sue spalle (come pare si sia permesso di chiedere) vado a rapire la figlia di Wenger.

Francesco Giambertone

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