L’Intertriste – Castellazzi di sabbia

Domenica sera c’è Inter-Roma. Ho di proposito deciso il mio rientro in quel di Milano per lunedì mattina, giusto per evitare quella specie di mattanza che si profila all’orizzonte. Parliamoci chiaro, la Roma non è mica il Pescara. L’unica cosa che le accomuna è il fatto che entrambe sono state allenate da Zeman. Ora però sulla panchina degli abruzzesi c’è Stroppino Stroppa e soprattutto non ci sono più i vari Insigne, Immobile e Verratti. Gente che segnava, verticalizzava, attaccata, tritava, impastava e sminuzzava. Quello che, almeno sulla carta, ora dovrà fare la Roma del boemo.

Loro hanno Destro. Una volta ce l’avevamo noi, poi lo abbiamo venduto al Genoa in cambio di alcuni spiccioli e un paio di casse di frutta marcia, di quelle che si trovano all’ortomercato a fine giornata. Lo stesso punto in cui all’epoca trovammo il cartellino di Gresko, presumo. Destro è forte, lo era già nella Primavera nerazzurra e se non si monta la testa questo sfonda. Accanto a lui c’è Osvaldo, uno che la scorsa domenica ha segnato in sforbiciata da casa sua. E poi Totti, Marquinho, Balzaretti, De Rossi: tutta gente che spinge, fa girare la palla, trita, sminuzza, etc.

Di fronte ci siamo noi. A cominciare da Castellazzi. Ecco, Castellazzi. Parliamone. A me ha sempre fatto una gran simpatia, il buon Castellazzi. Una vita da mediano, benché in porta, a parare di tutto nella periferia della serie A. Con quella faccia mascelluta da tenente della Finanza, mi è sembrato un buon portiere, che dà sicurezza. Poi però la minchiata contro il Vaslui, quando si è fatto espellere operando in artroscopia un avversario in piena area, mi ha messo preoccupazione. Mi ha fatto salire l’animo da Intertriste, ecco. Per non parlare delle partenze di alcuni pezzi di quella Inter che ha fatto il triplete: Julio Cesar e Maicon è stato giusto lasciarli partire, perché la nuova Inter ha bisogno di campioni a pieno servizio e loro, ammettiamolo, ogni tanto la cappella te la piazzavano sotto il naso, un po’ come se ti avessero messo davanti un piatto fumante di merda durante una cena in un locale di classe.

Capitolo formazione. Castellazzi in porta ci sarà: sempre meglio lui di Belec, che contro il Vaslui ha deciso di imitare Zenga contro l’Argentina a Italia ’90. A centrocampo c’è bisogno di muscoli: Guarin e Gargano sono le persone giuste. In attacco Palacio sta facendo gol quindi è giusto metterlo. Io rischierei un Coutinho: visto che non lo abbiamo svenduto, né dato in prestito al Cavalermaggiore, magari usiamolo. E la difesa? Eh. Zanmettti, Silvestre, Ranocchia, Nagatomo. Io mi fido solo del capitano. Incrociamo le dita.

Alessandro Oliva

@aleoliva_84

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