Orecchie da campioni – Prosciutto di Braga

Dal nostro inviato a Sporting Braga – Il Friuli è terra di vini e di prosciutti. Per non farsi mancare nulla, l’Udinese è volata in Portogallo per i preliminari di Champions con una damigiana da 25 litri di Tocai e svariate cosce di San Daniele pronte per essere affettate. Ci ha pensato mister Guidolin, che per quanto riguarda la parte alcolica si è fatto aiutare da Bruno Pizzul, di recente diplomatosi sommelier all’istituto per enologi ‘Daniele Tombolini Academy’.

Il tecnico sull’aereo per Braga è un vulcano in piena. La tensione lo rode. Quando l’equipaggio serve alla squadra il tocai, Guidolin si avvicina ai giornalisti seduti in coda e rilascia parole pesanti come una telefonata con Del Neri: “Sono contento per i ragazzi”. La squadra all’aeroporto è attesa però da un inconveniente. I poliziotti non fanno entrare nel Paese il San Daniele: “Qua si può mangiare solo il prosciutto di Braga”. Gino Pozzo ha uno svenimento, Pizzul si rianima con una flebo di risi e bisi, Guidolin è una furia: “Sono contento per i ragazzi”.

La squadra si trasferisce allo stadio, dove è attesa dal match contro lo Sporting. I tifosi dei biancorossi vengono chiamati ‘I gladiatori’, non per il loro carattere indomabile ma perché cantano in dialetto romano. Il capo ultras, detto Lando Fiorini, ci spiega che la partita per l’Udinese sarà difficile: “Ve rompemo er culo”. La casa dello Sporting è un gioiellino: si tratta di uno stadio incassato nella roccia, tanto che i giocatori a fine partita amano fermarsi a fare i minatori per 6-7 ore. Se perdono arrivano anche a 10. Il ricavato serve a pagare il conto della casa di riposo del giocatore simbolo della squadra, il pleistocenico Hugo Viana.

Comincia la partita. L’Udinese è in casacca bianconera: Antonio Conte è allo stadio ma deve tenersi ad almeno 200 metri dalla panchina. C’è anche Palazzi, che gli spiega che i 200 metri non vanno bene e che probabilmente verranno tramutati in 10 mesi. In questo bailamme giuridico-burocratico, l’Udinese segna con Basta, che insacca di testa. Guidolin si lascia andare: prende il 78 barrato, arriva fino alla bandierina del calcio d’angolo e dice al giocatore: “Sono contento Basta”. Il giocatore si appresta ad uscire. Guidolin: “No Basta”. Basta: “Appunto, esco”. “No Basta”. Il dialogo si protrae per due ore e viene risolto con l’intervento di un sedativo per cavalli che serve a riportare ‘Furia’ Guidolin alla ragione. Nel frattempo, Basta ha firmato per la Triestina.

Il primo tempo si chiude per l’Udinese in una taverna del centro, visto che lo Sporting è vispo come una conferenza stampa di Pirlo. I friulani di abbuffano di bacalhau, tanto che nella ripresa lo Sporting pareggia. Guidolin la prende male: “Sono contento per il bacalhau”. Finisce la partita e pure il tocai. All’Udinese non è andata male, a parte che per Pinzi, che durante una rimessa a centrocampo ha proprio rimesso tutto, dal Tocai a tre pacchetti di Ms di Pizzul.

Alessandro Oliva

@ale_oliva84

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