Conte fu deferito

Tra oggi e domani si attendevano i primi deferimenti sulla (ennesima) indagine sul calcioscommesse in Italia. E puntuale come un treno svizzero, proprio nel giorno in cui dovranno uscire i calendari della serie A, la procura federale ha reso noti i deferimenti. Coinvolte 13 società e 44 tesserati. I nomi più noti sono quelli di Leonardo Bonucci (sì, proprio quello che a Euro 2012 ci è andato lo stesso) e Antonio Conte, oggi alla Juve ma deferiti per fatti che sarebbero avvenuti quando erano al Bari e al Siena. Dei due, quello che rischia di più è Bonucci: il difensore della Juventus è indagato per illecito sportivo, così come Daniele Portanova, Andrea e Salvatore Masiello, Alessandro Parisi e Nicola Belmonte.

I fatti risalgono a Udinese-Bari del 9 maggio 2012: i giocatori avrebbero complottato per alterare il risultato finale della gara. Conte è indagato per omessa denuncia per le partite Novara-Siena del 1° maggio 2011 e e AlbinoLeffe-Siena del 29 maggio 2011. La Procura non ha ritenuto di avere gli elementi per procedere con l’accusa di illecito sportivo: dovrebbe essere scongiurato quindi il rischio di una lunga squalifica per il tecnico, che dovrà comparire davanti alla Commissione disciplinare il prossimo 2 agosto a Roma. Tra le società, quelle messe peggio sono Lecce e Grosseto: i due club sono indagati per responsabilità diretta e rischiano dunque la retrocessione, mentre il Siena rischia alcuni punti di penalizzazione. Prosciolto da ogni accusa il Pescara (scarica qui il documento completo dei deferimenti).

Qualcosa però non quadra, almeno nei tempi. In Italia la giustizia va sempre a rilento, stavolta si muove su piani cronologici diversi. Mentre oggi sono arrivate le prime decisioni, i prossimi deferimenti che verranno decisi sulla base delle indagini delle procure di Genova e Cremona arriveranno a settembre. Così Genoa e Sampdoria (per il derby del maggio 2011) e i loro indagati Criscito (sì, proprio quello escluso dalla Nazionale alla vigilia di Euro 2012), Milanetto, Dainelli e Palacio sapranno il proprio destino disciplinare a calciomercato chiuso, assieme alla Lazio indagata per Lazio-Lecce.

Viene così a crearsi uno squilibrio. Le squadre coinvolte ora potranno, in caso di squalifiche, provare a rimediare in sede di mercato (anche se magari in extremis), mentre le altre no. Il campionato rischia così di essere falsato ancora prima di cominciare. Ecco perché gli interisti – categoria di cui faccio parte, più o meno orgogliosamente – dovrebbero astenersi dall’esultare per i deferimenti a carico, tra gli altri, di alcuni protagonisti della Juve neo campione d’Italia. Uno: perché i fatti imputati non c’entrano con la società bianconera. Due: perché le disparità di trattamento a livello cronologico si sono poi riversati sulla Nazionale, vedi l’esclusione di Criscito (ma non di Bonucci) con tanto di spettacolarizzazione dell’arrivo della polizia a Coverciano. Tre: perché i deferimenti per ‘omessa denuncia’ colpiscono alcuni, non tutti. E quelli che sapevano e non hanno parlato? Perché Carobbio, il super pentito ritenuto attendibile, ha fatto solo alcuni nomi? C’entrano davvero, come spiegano i difensori di Conte, motivi di vendetta personale per un litigio tra le rispettive mogli? Quattro: perché l’Inter rischia di perdere Palacio a settembre per squalifica, così come il Genoa rischia di essere falcidiato senza poter operare sul mercato.

Insomma: la giustizia sta facendo davvero il suo corso, punendo prima gli uni e dopo gli altri? Non è che alcuni deferiti contano più di altri?

Alessandro Oliva

@ale_oliva84

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