La sfigurina – Michael Carrick

Premessa. Se uno si infortuna, mica è colpa dell’allenatore se non se lo porta in nazionale. Il centrocampo inglese, caratterizzato storicamente da gente sobria che gli infortuni se li procura soprattutto al pub o sulla sedia del dentista (a trangugiare colluttori più alcolici del Tantum Verde), si è ritrovato zoppo alla vigilia di Euro 2012. E non per colpa di qualche entrata ad effetto di Balotelli.

Se Gareth Barry e soprattutto Frank Lampard non ci sono, non è colpa di Hodgson. Forse non sarebbe bastata neanche una particolare benedizione dell’arcivescovo di Canterbury. A quel punto Roy ne ha chiamati altri due. Passi per Henderson del Liverpool, ma portarsi dietro un certo Phil Jagielka… Il centrocampista dell’Everton (squadra che, ricordiamo, ha persino annoverato Matteo Ferrari, no così per dire) prende il posto che per logica spettava a Michael Carrick dello United.

E invece c’è Philip Nikodem Jagielka – si chiama davvero così. Parrebbe che sia stato Carrick in persona a chiedere a Hodgson di “non essere preso in considerazione” per la gitarella ad est. La verità sta tutta in un doppio disguido linguistico. Jagielka ha origini polacche e Hodgson si è convinto che gli avrebbe fatto comodo un eventuale traduttore. Invece Phil è nato a Manchester ed è più inglese del porridge, della guida a destra e della mancanza del bidet. Insomma, tutte cose piacevoli.

Con Carrick il misunderstanding è stato molto più semplice. Hodgson non sa l’inglese.

Giorgio Caccamo

@giorgiocaccamo

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