Ce l’ho azzurro – The Trap is in the sac

Il biscotto e’ uscito sbriciolato da un gol di Jesus Navas (e il nome non e’ un caso) e gli azzurri si beccano due belle porzioni di bucatini all’amatriciana affondando un’Irlanda che ha provato fino alla fine a romperci i maroni (purtroppo quelli con la m minuscola). Tutto facile? Manco per sogno. Partenza da incubo con un retropassaggio suicida che stava lanciando un avversario solo davanti alla porta. Poi tanti titic e titoc senza riuscire mai ad andare in profondita’. Poi il gol di Cassano e relativa tranquillita’, almeno fino al 65esimo circa. Abbiamo capito che e’ li’, il ventesimo della ripresa, che sono posizionate le colonne di Ercole della nostra nazionale. Oltre quel minutaggio si fa una fatica boia (e Buffon per ora non c’entra nulla). E alla fine un gol della Croazia ci avrebbe pure rispedito a casa. Sarebbe stata una beffa per una nazionale non ancora convincente, ma di sicuro promettente.

LE PAGELLE

BUFFON 5. Uscita sfarfalleggiante su un corner, respinta potenzialmente mefitica su un calcio di punizione dai 25 metri. Per credere nell’Italia ci vuole un Gigi piu’ concentrato. In quel caso allora sugli azzurri ci si potrebbe anche scommettere. Magari non in una tabaccheria di Parma.

ABATE 6. Timido e impacciato in avvio, quando lascia spesso troppi spazi alle discese avversarie. Nel secondo tempo si riprende ma guarda solo davanti. Sembra corra su un binario: va solo dritto verso il fondo del campo. Sara’ che ha paura di avere dietro Cecchi Pavone…

BARZAGLI 6. Rientro positivo, se non altro perche’ e’ piu’ affidabile di Bonucci. Minutaggio importante in vista di clienti peggiori.

CHIELLINI 6. Chiusure importanti, senza sbavature. Purtroppo si fa male verso la fine della partita.

BALZARETTI 6,5. Non sara’ un fenomeno, ma perlomeno e’ un terzino di ruolo e un giocatore di fascia vero. Senza contare che rispetto a Giaccherini e’ anche piu’ bello fisicamente. Gioca meglio quando inizia a sanguinare, tanto che qualche tifoso blasfemo vede similitudini con improbabili madonne (e non sono le figlie dell’ex centrocampista dell’Atalanta). Secondo tempo tambureggiante, mette almeno tre palloni importanti in mezzo all’area avversaria. Si merita ampiamente la conferma.

DE ROSSI 6,5. Impressionante, dove lo metti sta. E bene. Conquista palloni, imposta, va a battagliare in avanti. Il vero grande giocatore dell’Italia.

PIRLO 5. Partita in tono minore, anche se non si sa quale sia il suo maggiore visto che non apre mai bocca e quando lo fa ti viene voglia di gettarti a peso morto dalla finestra. Belle aperture ma anche due punizioni bruttine. Mica e’ sempre Croazia.

MARCHISIO 6. Insieme a De Rossi copre anche i buchi creati da altri. Recupera e riparte, riparte e recupera. Recupera e, indovinate un po’… riparte.

MOTTA 5. Fuori ruolo, rallenta sempre l’azione. E non si venga a dire, come sempre in questi casi, che fa ragionare la squadra. Lui rallenta e basta. Bello pero’ un colpo di tacco sulla trequarti.

CASSANO 6,5. Tra i migliori in campo e non solo per il gol, fondamentale e segnato pure di testa. Tante idee buone per Di Natale, tanta qualita’ fino al momento della sostituzione. Vota Antonio.

DI NATALE 6. Fa un gran lavoro anche se non segna. In area da’ sempre l’impressione di essere letale e un gol lo sfiora pure con un magico tocco d’esterno destro quasi da fondo campo. Rivota Antonio.

DIAMANTI 6. Entra e lotta. Per dirla alla esagerata maniera di Gentili/Dossena, imprescindibile.

BALOTELLI 7. E’ carico, e si vede. Ha voglia di spaccare tutto e segna un grandissimo gol in girata mentre l’avversario lo tiene per la maglia. Mario per fare bene ha bisogno di essere incazzato. Quando si tranquillizza diventa un cazzaro. Da qui a domenica pungoliamolo per bene.

PRANDELLI 6. Troppa sofferenza contro un’Irlanda obiettivamente molto scarsa. Fino a cinque minuti dal termine ce la siamo vista anche brutta, perche’ confermiamo ancora una volta il difetto delle prime due gare: non concludiamo abbastanza. Colpa anche, e soprattutto, della mancanza di un vero centravanti che tenga su il pallone. Ma dicono che questo e’ il progetto… mah. Pero’ Prandelli ha l’umilta’ di correggersi in corsa. Torna al 4-3-1-2 e capisce che e’ la strada giusta, perche’ le fasce stavolta funzionano meglio e in mezzo al campo c’e’ piu’ sostanza. Stride Motta dietro le punte. O lo metti dietro, ma abbiamo Pirlo, o lo metti in panca e lanci Diamanti. D’altra parte secondo Gentili e’ imprescindibile.

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