Perdere la panchina

Se i miei ultimi post fossero un libro (ma per fortuna non lo sono, bastano già Fabio Volo e Federico Moccia), questo si chiamerebbe ‘I dolori di un giovane interista’. Un paio di settimane fa ero qui che facevo i conti con la delusione post-Marsiglia. Ora tocca ai giorni di dolore dopo le due pere prese dalla Juve.

Perdere con la Juve è come affrontare i postumi di una serata nella quale hai perso la dignità, facendoti fotografare mentre bevi sangria da un cappello a forma di water (ammesso che esista). Il giorno dopo cerchi di recuperare le forze, devi combattere l’acidità di stomaco e quel sapore tipo felpa sporca che hai in bocca. Ma il giorno peggiore è quello dopo ancora, quando realizzi razionalmente quello che è successo. Ma davvero ho bevuto sangria da un cappello a forma di water? Ma davvero abbiamo perso contro i ‘gobbi’? Ma soprattutto, davvero Claudio Ranieri ha sostituito gli unici due che correvano, Poli e Obi? Io me lo chiedo ancora adesso e mi sa che lo farò per un bel po’.

Quest’ultima, agghiacciante domanda ti fa vivere il resto della giornata in maniera frenetica. Tra speranze e rumors (e sul Twitter di Viva la Fifa avevamo pure svelato in anteprima una riunione tra i dirigenti nerazzurri per decidere le sorti dell’allenatore), aspetti solo la notizia: l’esonero di Ranieri. Che arriva alle 22.04, con un comunicato sul sito dell’Inter. Grazie e arrivederci, per le ultime 9 partite di campionato arriva Andrea Stramaccioni, tecnico della priomavera nerazzurra che domenica ha vinto la prima edizione della NextGen Series, la Champions League dei giovani. Toccherà a lui il compito di traghettare la squadra fino a fine stagione, nella speranza che butti nella mischia un paio di giovani talenti del vivaio.

Ranieri si è dimostrato l’uomo sbagliato nel posto sbagliatissimo. Se alla Roma nel 2010 stava per fare il botto da subentrato, qui non c’è riuscito. Certo la squadra era quello che era, spompata e smarrita dopo l’addio di Mourinho. E non solo i giocatori: anche la società, dopo quel benedetto triplete, non ne ha più azzeccata una. Capita, quando non si è abituati a gestire cicli vincenti. Ma il tecnico romano ci ha messo del suo: se una squadra vince una gara nelle ultime dieci, offrendo prestazioni al limite dell’imbarazzo (vedi Novara e Bologna), avrà anche lui delle colpe. E poi c’è il caso Forlan: la società ha sbagliato a puntare su di lui per il dopo-Eto’o e Ranieri ha sbagliato a metterlo in campo titolare dopo il suo rifiuto a entrare contro l’Atalanta. Per questo, all’Inter ci vorrà un allenatore non solo abile tatticamente, ma anche capace di mettere i giocatori da parte. Insomma, uno con personalità, che non si faccia schiacciare dal peso di Mou e del triplete. Io dico Walter Mazzarri.

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