Penarol patria mia

Un film su un qualcosa di più grande del calcio. I suoi tifosi.

Molti emigrati italiani hanno trovato fortuna in giro per il mondo. Alcuni di loro hanno fatto la fortuna di una nazione. Dando vita a un qualcosa che è molto di più di una semplice squadra di calcio. E’ uno stile di vita. Una fede. Una liturgia collettiva. “Essere tifoso del Penarol è essere tifoso della Patria”, spiega un Hincha dei Carboneros, che festeggiano i 120 anni di storia con un film dedicato ai suoi tifosi.

E visto che stiamo parlando di un film, riavvolgiamo la pellicola. Nel 1891 viene fondato a Montevideo il Central Uruguay Railway Cricket Club (CURCC), squadra di fùtbol della capitale uruguaiana. Il nome verrà mantenuto fino al 1913, anno in cui la squadra cambia nome il Club Atletico Penarol. Il nome deriva dalla cittadina piemontese di Pinerolo. Molti tra i soci fondatori della squadra di calcio provengono da lì e sono ferrovieri. Non solo. Il quartiere dove viene fondato il club si chiama Penarol: la zona era sorta attorno ai possedimenti di Giovan Battista Crosa, pinerolese e maestro della corale che nel 1770 venne chiamato in Uruguay, e lì fece fortuna. Il club assume i colori sociali giallo e nero, ispirati a quelli delle barriere ferroviarie.

Il Penarol diviene presto la miglior squadra del Sudamerica, complice il ciclo del grande Uruguay che tra il 1930 ed il 1950 vince due edizioni dei Mondiali. All’alba della Coppa del mondo giocata in Brasile, quella del 1950, il Penarol aveva già conquistato 17 campionati d’Uruguay. Una superpotenza che a sfidare il Brasile al Maracanà fornì alla nazionale celeste giocatori del calibro di Obdulio Varela e Juan Alberto Schiaffino, che poi verrà a giocare in Italia, nel Milan. Nel biennio 1960-61 il Penarol va alla conquista del mondo, vincendo due Coppe Libertadores (la Champions sudamericana) e una Coppa Intercontinentale. I carboneros entrano nella storia del calcio.

Il Penarol nel 1962

Nel 1966 arriva la doppietta: Libertadores e Intercontinentale. Doppietta replicata nel 1982. Nel frattempo arrivano altri 31 titoli nazionali, l’ultimo nel 2009-10. Questa mole di successi ha fatto si che la Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio (IFFHS) nominasse il Penarol ‘Club del 20° secolo del Sud America’. Ma in questa scelta non dovrebbero confluire solo i puri dati numerici. L’attaccamento degli Hinchas, i tifosi gialloneri, è impressionante. E viene raccontato e celebrato da ‘Manyas, la pelicula’, evento principale dei 15 giorni di festeggiamenti per i 120 anni del club.

Il film, uscito lo scorso week end in Uruguay, si è subito piazzato primo nella classifica dei più visti, con 13 mila biglietti venduti. Ammetto che prima di vedere il trailer di Manyas non avevo idea di cosa fosse il tifo per il Penarol. D’altronde, Eduardo Galeano, giornalista e scrittore uruguaiano, nel suo fortunato libro “El Fútbol a sol y sombra” spiegava: Jugar sin hinchada es como bailar sin música. Giocare senza tifosi è come ballare senza musica.

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