Il Mondiale dimenticato

Il Mondiale del 1942 non figura in nessun libro di storia ma si giocò nella Patagonia argentina (Osvaldo Soriano, Pensare con i piedi, 1995)

Non solo alieni e stalloni nazionali (vedi Rocco Siffredi). Al Festival del cinema di Venezia, in corso in questi giorni in laguna, arriva anche il calcio. E lo fa con una storia che in pochi conoscono davvero e che qualcun altro tramanda come una leggenda, carica di grandi sentimenti e tante inesattezze. Un po’ come e dovessi raccontare l’avvistamento di un ufo, o un’impresa erotica agli amici del bar. Nello ‘Spazio aperto’ della rassegna cinematografica arriva “Il Mondiale dimenticato”, documentario di Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni.

Si tratta del frutto di quattro anni di lavoro, di un viaggio nel tempo che riporta alla luce – anche grazie al ritrovamento di straordinari materiali filmici dell’epoca, alcuni conservati negli archivi Luce di Cinecittà – l’epica di un avvenimento fortemente voluto dal Conte di origine balcaniche Vladimir Otz, mecenate stravagante e visionario emigrato in Argentina negli anni ’30 che, in risposta agli orrori del cosiddetto mondo civilizzato, organizzò in Patagonia un vero e proprio mondiale di calcio nel 1942. Ovvero, nell’anno in cui la Fifa, come per la successiva edizione del ’46, aveva sospeso la Coppa Rimet a causa della seconda guerra mondiale.

La storia si apre con il ritrovamento di un misterioso scheletro con la macchina da presa negli scavi paleontologici di Villa El Chocon, in Argentina. Le indagini svelano che i resti umani appartengono a Guillermo Sandrini, cineoperatore argentino di origini italiane, ex fotografo di matrimoni e inventore per hobby, ingaggiato per filmare il Mundial in modo memorabile e rivoluzionario, sulle orme delle sperimentazioni formali e tecnologiche di Leni Riefensthal (che si dice avesse rifiutato l’incarico). La bobina contenuta nella macchina da presa di Sandrini promette di svelare la verità sul risultato della finale del Mundial dimenticato.

Girato tra Argentina, Inghilterra, Germania, Italia e Brasile, il film è un racconto corale condotto nello stile di un documentario classico. Il più esperto ricercatore del Mundial 1942, il giornalista argentino Sergio Levinsky fa da guida in un’inchiesta che attraversa l’America Latina e l’Europa, fino agli archivi di Cinecittà Luce di Roma, dove sono stati trovati alcune delle sequenze più significative della delicata ricostruzione. Le suggestioni di immagini d’archivio inedite e spettacolari e di una ricca documentazione (fotografie, giornali locali, lettere, diari privati) si alternano a numerose interviste che coinvolgono i pochi testimoni viventi delle vicende e personalità della cultura e del calcio (Gary Lineker, Joao Havelange, Darwin Pastorin, Pierre Lanfranchi, Osvaldo Bayer, Victor Hugo Morales.

Quel Mondiale, caratterizzato non solo dalla partecipazione di giocatori non professionisti (operai, minatori, scavatori, ingegneri, militari, pescatori, esiliati e rivoluzionari in fuga), vide l’arbitraggio ‘con pistola’ di personaggi che meriterebbero una letteratura a parte. Il conte Otz assoldò addirittura William Brad Cassidy, figlio del più celebre Butch, che proprio come il padre dopo aver rapinato banche e assaltato treni, collezionando taglie in 5 diversi paesi dell’unione, si rifugiò in Patagonia. Ma la Coppa di Patagonia ’42 fu anche anticipatrice della storica Italia-Germania del ’70, anche se l’esito fu differente: 3 a 2 per i teutonici grazie ad un arbitraggio che, ancora oggi, il terzino destro Antonio Battilocchi – allora operaio alla diga che poi l’alluvione spazzò via – definisce ‘scandaloso’. Mai riconosciuto dalla Fifa, ora el Mundial olvidado riemerge. Grazie alla grande macchina dei sogni.

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29 pensieri riguardo “Il Mondiale dimenticato

  1. Il libro “futebol” di Osvaldo Soriano, racconta di questo strano mondiale del 1942!
    Ciao e a presto
    Pietro

  2. Ho visto questo film documentario in aereo andando in Argentina.
    Mi piacerebbe molto rivederlo e farlo vedere ai miei amici.

    Mi sapreste dire come poterlo reperire?
    Grazie in anticipo

  3. E’ UNA BUFALA!!! E’ uno pseudo-documentario (mockumentary), non è mai esistito nessun mondiale 1942. Assurdo che qualcuno ci creda ancora!

      1. Ecco l’intervista ai registi in cui si afferma esplicitamenteche il documentario è FINZIONE: http://www.paperstreet.it/new/leggi/1545-Il_Mundial_dimenticato_-_L_Garzella_e_F_Macelloni_(Anteprima_+_intervista).html

        “Falso documentario è il significato di mockumentary (l’inglese mock traduce “simulare; farsi beffa di” e si fonde con il classico documentary): si annovera ufficialmente come genere audiovisivo in cui situazioni fittizie vengono messe in scena e offerte alla visione come realmente accadute, lasciando chi guarda in una sospensione di dubbio, tra la certezza dichiarata che sia una ricostruzione finzionale e, al tempo stesso, non convincendo fino in fondo che sia “solo” fiction e non documento cinematografico reale. Questo è il mockumentary, questo è Il Mundial Dimenticato. ”

        “Il film, data la premessa della storia, avrebbe potuto scegliere di appartenere al genere giallo, noir o thriller: perché il mockumentary?

        G: L’idea di affrontare il racconto COME SE FOSSE VERO c’è stata fin dal primo momento, è nata insieme al progetto.”

    1. Già, come è assurdo che qualcuno continui a credere che esista la Padania e abbia vinto una Coppa in finale contro il Kurdistan.

  4. e’ andata molto peggio a questo giapponese:
    http://video.repubblica.it/sport/giappone-perde-1-mln-al-quiz-e-s-incatena-per-protesta/95683/94065

    Giappone, perde 1 mln al quiz e s’incatena per protesta
    Non l’ha presa bene Katsuro Matsuda, concorrente di un quiz tv giapponese, quando ha visto andare in fumo all’ultima domanda il suo sogno di diventare milionario. “Dove furono giocati i campionati mondiali di calcio del 1942?”, chiede la conduttrice. Katsuro sembra non avere esitazioni e risponde: “In Patagonia”. Pouf, riposta sbagliata

    1. è una bufala pure questa, qui in Giappone non esiste nessun Katsuro Matsuda, non esiste nessun alcun quiz dal nome “The Shogun Treasure”, non esiste nessun programma televisivo dal nome JPN Broadcast Channel. il filmato inoltre è chiaramente un falso. forse uno spezzone di una telenovela o forse qualcosa addirittura organizzato dai registi del mokumentario, un nuovo modo di farsi pubblicità.

    1. Nessun Mondiale in Argentina nel ’42, dai, su. Si capisce che è un falso già quando si parla del ritrovamento dello scheletro con la cinepresa accanto, suvvia. E poi l’arbitro – bandito…

  5. i think it’s true,even if it can’t be considered the expression of the world’s football of these years,anyway,it was a true football,international football tournament…at least played by free players !! It’s a sin it was won by a team of a fascist nation….

  6. Il ” mondiale ” cosiddetto non si è mai svolto nel 1942, così come nel 1946. In effetti nell’ estate del 1942 in Patagonia si trovavano con certezza assoluta delle ditte e delle compagnie minerarie italiane impegnate nella costruzione di una diga ( mio nonno ne faceva parte ) che durante il periodo delle piogge ( in luglio si era in inverno) dovendo interrompere i lavori organizzavano dei tornei di calcio tra i lavoratori. Probabilmente nel periodo bellico si trovavano in Patagonia anche dei rifugiati, esuli, disertori, perseguitati politici, ecc. di altre nazionalità, quindi potrebbe essere plausubile che il torneo in questione abbia assunto il termine di “mondiale “, Anche se in assenza di un riconoscimento ufficiale, quindi, non è detto che il fatto storico non sia mai esistito.

  7. Non è stato riconosciuto? Ma se non è mai ESISTITO!!! Al massimo si sarà disputato un torneo tra minatori, del tipo scapoli vs ammogliati, non di certo un mondiale. Suvvia, non scherziamo! L’unica competizione ufficiale disputatasi nel 1942 in Sudamerica fu la Coppa America vinta dall’Uruguay di Bibiano Zapirain, poi divenuto calciatore dell’Inter.

  8. Il finto blog del giapponese poi è qualcosa di veramente patetico: i video sono recitati in modo penoso, lo capirebbe anche un bambino, ma la cosa vergognosa è che censurano i commenti… Se questo doveva servire a promuovere il film, non potevano trovare un modo peggiore!
    Se c’è anche un solo dubbio che il film sia fatto male come quel blog, non mi prendo certo il disturbo di andarlo a vedere al cinema, neanche se fosse gratis!

  9. L’argomento e’ interessante. La citazione di soriano potrebbe essere una prova? sono esistiti Il conte otz e cassidy junior?

  10. Nnn si capisce perchè non dovrebbe esser vero. Otz è esistito.ha organizzato , x lui, un mondiale tra emigranti in Patagonia.Vi sono documentazioni,filmati,testimonianze non falsificabili.Anche la ns TV Rai ne ha parlato. Hanno vinto 2 a 1 gli Indios contro i neonazisti della Germania che con la loro oppressione circondavano,militarmente, persino il campo da gioco. Vero il grande portiere degli Indios.Vero Kramer, unico professionista di quel mondiale che nessuno ha riconosciuto ma esistito.Non può essere una bufala.Troppe prove evidenti che qualcosa sia successo..

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