Là dove c’era un Corridoio

La città polacca di Gdansk, meglio nota in Italia come Danzica, fa venire in mente l’omonimo Corridoio. Una striscia di territorio costituita dopo la Prima guerra mondiale, per dare alla Polonia uno sbocco sul Mar Baltico e che sarà una delle maggiori rivendicazioni di un imbianchino di origini austriache che si metterà in testa di dominare il mondo. E proprio là dove c’era un corridoio, ora c’è uno stadio che è un gioiellino, pronto ad ospitare gli Europei del prossimo anno. L’Italia, estratta nel gruppo C, vi giocherà due partite: quella d’esordio contro al Spagna il 10 giugno e la terza (e si spera non ultima) contro l’Irlanda il 18 giugno.

Il nuovo stadio di Danzica, ritenuto il più spettacolare tra quelli che vedranno giocare i match dei prossimi Europei (che la Polonia ospiterà assieme all’Ucraina), ha aperto sabato per la prima volta al pubblico. C’era anche il primo ministro polacco Donald Tusk. I lavori per lo stadio – la PGE Arena, sponsorizzata dalla compagnia energetica nazionale – sono stati ultimati due settimane fa, con un ritardo di 18 giorni rispetto all’ultima scadenza concordata: i ritardi dei lavori nell’organizzazione dei campionati europei sono fonte di preoccupazioni e polemiche da ormai molto tempo, e sulla consegna dello stadio ci sono strascichi giudiziari tra la città di Danzica e le imprese costruttrici. Lo stadio ospiterà fino a 44 mila persone ed è stato costruito in una zona finora abbastanza malfamata della città ma su cui sono in corso grandi lavori e investimenti di modernizzazione e costruzioni nuove. Vi si giocheranno tre partite di girone e un quarto di finale. La PGE Arena è il secondo nuovo stadio polacco a essere completato dopo quello di Poznan. Quello di Varsavia dovrebbe essere finito a novembre, mentre a Wroclaw sono indietro rispetto all’incontro di boxe che dovrebbe avervi luogo il 10 settembre.

L’organizzazione dell’evento pone la Polonia al centro dell’Europa, contemporaneamente al suo semestre di presidenza Ue iniziato lo scorso 1° luglio. Come sottolinea Il Sole 24 Ore, si tratta di “due eventi che aiutano a mettere in evidenza l’ottima fase economica attraversata dal Paese”. La Polonia è la sola nazione europea non caduta in recessione durante la crisi mondiale del 2008-2010. Ed è anche il Paese che ha più beneficiato degli aiuti dell’Ue: 81,2 miliardi di euro erogati, di cui il 64% già allocato. Lo stesso primo ministro Tusk ha assicurato che i fondi necessari al completamento delle infrastrutture sarà presto disponibile. Insomma, si tratta della lotta contro il tempo (Euro 2012 inizia l’8 giugno) di un Paese in grande crescita. La Polonia odierna è un enorme cantiere: ovunque si stanno costruendo strade e ferrovie, aeroporti e – come visto – stadi. Cosa che ha prodotto investimenti esteri pari fino ad ora a 130 miliardi di euro, oltre a un sensibile calo della disoccupazione (dal 20% del 2003 al 12,3% del 2010). Una delle infrastrutture di cui si attende lo sblocco dei fondi è la nuova autostrada che dovrebbe collegare Polonia e Germania. Che poi era quello che voleva fare Hitler. Chissà, le due nazionali potrebbero incontrarsi fra un anno nel nuovo stadio di Danzica. Scherzi da calendario. O della Storia, quella con la ‘esse’ maiuscola.

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