Sarrià quel che Sarrià

Sono passati 29 anni, ma è come fosse successo ieri. Eppure il tempo passa. Alcune cose sono cambiate, altre sono rimaste tale e quali. Il Sarrià non esiste più, Bearzot se n’è andato lo scorso dicembre. Ma la terza stella è ancora lì e, soprattutto, quei tre gol di Pablito non si schiodano più dalla memoria collettiva italiana.

Le formazioni di Brasile e Italia

Il 5 luglio 1982 è una giornata dal caldo atroce. Allo stadio Sarrià di Barcellona la Nazionale italiana di calcio deve vincere per passare alle semifinali del mundial spagnolo. Peccato che di fronte ci sia il Brasile. La nazionale brasiliana era arrivata in Spagna come una delle compagini maggiormente accreditate alla vittoria finale, tanto che veniva considerato il miglior Brasile dai tempi di Pelé. L’allenatore, Telê Santana, prediligeva il calcio offensivo e spettacolare, denominato dai giornalisti il futbol bailado. I brasiliani avevano concluso il primo girone della manifestazione a punteggio pieno, sconfiggendo l’URSS per 2-1 nell’esordio a Siviglia, 4-1 contro la Scozia e 4-0 con la Nuova Zelanda. Queste prestazioni avevano destato nella stampa di tutto il mondo una grande impressione per il livello di gioco mostrato dalla squadra, che aveva tra le sue fila giocatori di primo piano come Cerezo, Zico, Falcão, Sócrates, Júnior ed Éder.

Un duello tra Rossi e Falcao

Dal canto suo, l’Italia non era nemmeno salita sull’aereo per il Mondiale, che la stampa nostrana aveva preso a massacrarla. La squadra scelta dal Ct Enzo Bearzot non convinceva. Il tecnico friulano aveva pure convocato Paolo Rossi, reduce dall’inattività per la squalifica dovuta allo scandalo del calcioscommesse del 1980. E le prestazioni del girone di qualificazione (3 pareggi contro Perù, Polonia e Camerun), condite dalla scarsa incisività di Rossi, avevano rafforzato le polemiche, tanto che lo stesso Bearzot aveva optato per il silenzio stampa. Cinque giorni prima, il 29 giugno, l’Italia aveva cominciato il secondo girone (composto da Argentina e Brasile) battendo la nazionale di Maradona per 2-1. Ma l’entusiasmo per quella vittoria non basta, quel 5 luglio. Al Brasile, che ha battuto 3-1 l’Argentina e ha dunque una migliore differenza reti, basta il pareggio per andare in semifinale. Noi dobbiamo solo vincere.

Il primo gol di Paolo Rossi

All’inizio ci tremano le gambe. Il Brasile attacca, vuole vincere. E al 5° minuto segna l’Italia: Cabrini la mette in mezzo per Rossi, che insacca di testa. Il Brasile s’incazza e pareggia poco dopo con Socrates. I carioca continuano ad attaccare e noi rifacciamo gol: Junior fa un passaggio troppo corto al portiere, Rossi lo anticipa e fa 2-1. E stavolta i verdeoro si abbattono e chiudono il primo tempo in svantaggio. Il secondo però vede il Brasile ri-pareggiare al 69°, stavolta con Falcao, dopo che rossi si era ‘mangiato’ il possibile 3-1. Ma il terzo gol Rossi lo fa cinque minuti dopo, sull’unico calcio d’angolo a favore dell’Italia in tutta la partita. Gli Azzurri si difendono, Zoff fa un paio di miracoli e siamo in semifinale. Sei giorni dopo, al Bernabeu di Madrid, vinceremo il Mondiale battendo 3-1 la Germania.

La Gazzetta dello sport del 6 luglio 1982

In Brasile va in onda la “Tragedia del Sarrià”. Mentre nel nostro Paese si speracavano i caroselli per strada, la nazionale brasiliana dovette rientrare in patria clandestinamente per evitare disordini. Poco tempo dopo, la Federcalcio Brasiliana analizzò la sconfitta da cima a fondo, alla ricerca di una qualche responsabilità. Furono individuati colpevoli anche tra i giocatori: vero capro espiatorio fu il portiere Valdir Peres, ritenuto inadeguato al ruolo, e da quel momento mai più convocato in nazionale, mentre Santana venne sollevato dall’incarico, anche se fu poi richiamato per i Campionati del mondo del 1986.

Paolo Rossi, l’unico ad aver segnato 3 gol ad un solo portiere brasiliano in Nazionale, da quel momento diventerà “non gradito” in Brasile. Alla fine di quel Mondiale vincerà il Pallone d’oro. Nel 1997, il Sarrià verrà abbattuto, per fare posto ad un centro commerciale. Ma nella memoria di chi c’era, e di chi ha vissuto quella partita, il Sarrià resterà per sempre.

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