Fuori dai palloni

Vi ricordate di Calciopoli? Della cosidetta ‘cupola’, delle sim usate per chiamare le persone giuste e dare alle partite i risultati giusti? Vi ricordate della triade Moggi-Giraudo-Bettega? Se per il terzo già da tempo non è stata riconosciuta nessuna responsabilità, per i primi due arriva il momento di passare alla cassa e pagare il conto.

Luciano Moggi

Succede che stamattina apro il giornale e la goduria mi assale. Radiati. La Commissione Disciplinare della Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio) ha accolto le richieste del procuratore federale Palazzi, decidendo per la “sanzione della preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc”. La sentenza di primo grado riguarda Moggi, Giraudo e l’ex vicepresidente federale Innocenzo Mazzini. Ovviamente non finisce qui: ora la questione si sposterà al secondo grado, ovvero la Corte di Giustizia Federale. La sentenza è un macigno: “La sanzione risulta del tutto proporzionata ai fatti commessi” per le “aberranti conseguenze” provocate da Moggi nel “modo di concepire la competizione sportiva”. Aberrante come il rischio che Moggi non venisse nemmeno sanzionato. Perchè dopo la “proposta di preclusione” del 2006, anno dello scoppio di Calciopoli, la questione resta in sospeso per 5 anni, transitando non solo per le classiche lungaggini della giustizia italiana, m anche per il cambiamento del codice di giustizia sportivo. Il 13 marzo di quest’anno, finalmente, il parere dell’Alta Corte di Giustizia presso il Coni dà il via alla norma federale: il Procuratore Federale deve attivare la richiesta, la Disciplinare deve dare il giudizio. Palazzi: radiateli. La Disciplinare: ok.

Innocenzo Mazzini

Aberrante è l’aggettivo che mi viene in mente nel sentire la reazione di Moggi: “Continuerò a lottare. Non ci vogliono nel calcio. Ma chi fa queste cose, pagherà le conseguenze”. Una dichiarazione in puro stile mafioso. Fatemi capire: uno viene giudicato colpevole e che fa? Minaccia. E rincara la dose: “Via dal calcio quando lo dico io”.  Chi scrive, lo avrete capito, è interista. Chi scrive ha dovuto attendere di arrivare all’università per vedere la propria squadra vincere lo scudetto. Certo, il presidente dell’Inter ci ha messo del suo con i suoi acquisti non sempre azzeccati, o tutta la squadra con il disastroso 5 maggio 2002, ma il metodo mafioso del signor Moggi non è stato da meno. Andatevi a rileggere le intercettazioni. Quando ti insegnano a fare il giornalista ti spiegano che esiste la presunzione d’innocenza: fino a che uno non viene condannato in via definitiva, non puoi scrivere che è colpevole. Il primo passo ieri è stato fatto. In attesa di appelli e controappelli – e in attesa della sentenza del processo penale di Napoli – io sto ancora cercando di capire se qualcuno sarà in grado di restituirmi tutti gli scudetti e le partite di calcio pulite che mi sono state sottratte, quando ero più piccolo.

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