Dalla vescica di maiale al controller

In principio era la vescica di maiale. Così venivano realizzati primi palloni destinati al gioco del football. A partire dal XX secolo, fu adoperata una camera d’aria interna in gomma, ricoperta da 12 strisce di cuoio non impermeabili (in modo da mantenere inalterata la forma, simile a quella di un moderno pallone da pallavolo), le quali venivano legate tra loro in maniera tale da poter consentire il passaggio dell’aria all’interno della camera durante il gonfiaggio. Poi si passò ai 32 pannelli di plastica o cuoio cuciti tra loro (vedi il mitico Tango dell’Adidas), fino ai moderni pannelli saldati termicamente. Da qualche tempo, se non fosse per la partita da giocare alla domenica (e al mercoledì se la tua squadra è qualificata a una coppa europea), i giocatori di calcio sostituirebbero volentieri il pallone da calcio con un controller o una tastiera.

Uno screenshot del nuovo Fifa 2012

La Ea Sports, casa canadese produttrice di videogiochi, sta facendo circolare il promo dell’ultima saga della serie Fifa inaugurata a metà degli anni Novanta. E come da tradizione ormai, la Ea si affida a testimonial d’eccezione del mondo del calcio. Alcuni di loro, nel promo, affermano che oltre ai normali allenamenti sul campo, affinano tattiche e movimenti utilizzando il videogioco Fifa. Certo affermazioni dettati anche da ragioni di marketing, ma in fondo non così distanti dalla realtà, proprio perchè sono questi videogiochi ad essere molto aderenti al vero. E ve lo dice uno che ha esordito acquistando Fifa 96 in seconda media e che da qualche mese, quando si concede un week end a casa ogni tanto, fa le 2 di notte attaccato a Fifa 11. Questi videogiochi sono impressionanti. I tecnici della Ea se ne vanno in giro per gli stadi a registrare i cori delle curve delle big del calcio europeo. Raffigurano i volti dei calciatori più noti e catturano le lor movenze con fedeltà impressionante. Insomma, sembra proprio di giocare una partita vera, ma sul divano.

Rooney in versione 'Fifa 11'

Sentite Wayne Rooney, asso del Manchester United: “Vi ricordate il gol in rovesciata nel derby di Manchester? Subito dopo, a casa, sono andato online e ho giocato contro Lescott. E l’ho battuto anche lì. Un gran giorno, sia sul campo vero che su quello virtuale. Da piccolo creavo me stesso nel gioco, adesso posso giocare con me stesso così risparmio tempo”. Pure Lescott è un player che non scherza: “Wayne mi ha insegnato a giocare a Fifa, ma ora si può dire che l’allievo ora ha superato il maestro. Aaron Lennon e John Terry possono testimoniare, l’ho battuto”. Si scopre poi che alle giovanili del Manchester City, Scott Sellars promuove i videogames come metodo di allenamento perché migliorano tatticamente i ragazzi e insegnano loro a prendere le decisioni giuste al momento giusto, e che Ole Gunnar Solskjaer, storico attaccante norvegese dello United che adesso allena il Molde in patria, usa Fifa per scoutizzare gli avversari e preparare le partite (“Tattiche e valori in campo sono quelli reali”). Altro che vescica di maiale.

Guarda il promo di Fifa 2012

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