A Piena Fifa, 33° giornata

Il consueto appuntamento del lunedì con il commento del Pres sulla serie A.

Roma – Palermo        2-3

Di Benedetto dopo aver visto i libri contabili della Roma

Esordio dirompente della Roma hollywoodiana, che le becca in casa dal Palermo, la cui ultima vittoria in trasferta risaliva ai tempi del 13esimo licenziamento di Guidolin. Tutto grazie a Serse Cosmi, sedutosi sulla panchina rosanero tra il 14’ e il 27’ della ripresa prima di essere rimpiazzato nuovamente da Delio Rossi. Per la Roma il quarto posto si allontana ma i tifosi sognano grazie a Di Benedetto, che dimostra già di capire tutto di calcio italiano: “Tranquilli, ce la giocheremo ai playoff”.

 

Milan – Sampdoria    3-0

Partita difficilissima per il Milan, che passa in vantaggio con una punizione di Seedorf calciata da Piazzale Lotto alle 19,15 e insaccatasi nella porta dell’incolpevole Curci alle 21,12. La Sampdoria non molla fino alla fine. Del riscaldamento. Qualcuno punta il dito contro Garrone, colpevole di aver ceduto Cassano e Pazzini. Ma la curva blucerchiata lo difende: “Se retrocediamo lo seppelliamo sotto un blocco di pesto”.

 

Parma – Inter 2-0

Anolini in brodo

Il Pavma torna alla vittoria dopo una vigilia infuocata, in cui i tifosi avevano intimato i giocatori di tirare fuori gli attributi minacciandoli con pentole bollenti di anolini in brodo. La squadra risponde in campo dando due torte fritte all’Inter, scesa in campo con una rappresentativa della Caritas. Ma Leonardo difende la condizione fisica dei suoi: “Non è vero che siamo sulle gambe. Noi strisciamo”.

 

Catania – Lazio         1-4

Il Catania torna a perdere e qualcuno critica Simeone, il grande ex della partita, che non ci sta: “Non è vero che tifavo per la Lazio. Quella sciarpa biancoceleste era dell’Argentina. E quei pugni chiusi sul gol di Zarate erano uno spasmo muscolare”. La Lazio, da secoli assente dalle competizioni europee, sente già profumo di Champions: “Vincere in trasferta, per giunta all’estero, è un buon segnale per il futuro”.

 

Cesena – Bari            1-0

Il derby della via Emilia si è aperto con una manifestazione di sostegno nei confronti di Ficcadenti, amatissimo dalla curva Mare. L’allenatore del Cesena è stato accolto, al suo ingresso in campo, da una colata di squacquerone. Il Bari è ormai retrocesso, ma Matarrese non smobilita: “Stiamo già programmando l’ostico campionato di prima divisione che giocheremo tra due anni”.

 

Chievo – Bologna      2-0

Il sempre sobrio Malesani

Vittoria importante del Chievo. Ora che la salvezza è praticamente certa, la squadra di Pioli potrà passare dai pareggi utili a quelli dilettevoli. Qualche maligno ha detto che il Bologna è già in vacanza, ma i rossoblù sono apparsi combattivi. Certo, il fatto che Di Vaio giocasse in infradito e Britos si fosse presentato in campo con in mano una limonata poteva destare qualche sospetto. Malesani smentisce: “Noi non siamo in vacanza. E lei mi porta questo benedetto Mojito?”.

 

Fiorentina – Juventus 0-0

Bellissima partita al Franchi di Firenze tra due squadre che hanno ancora molto da chiedere a questo campionato. Per esempio che finisca il più presto possibile. Bello il progetto promosso dalla società viola tra tutti i campionati dilettantistici della Toscana: “Devolvi un gol per Alberto Gilardino”. Ma Del Neri non molla: “Ma quale quarto posto, io punto ancora allo scudetto. A maggio 2017 vedremo chi riderà”.

 

Genoa – Brescia        3-0

Il Genoa gioca alla morte e condanna il Brescia al penultimo posto. Strano, visti gli idilliaci rapporti di reciproca stima e affetto che intercorrono tra Preziosi e Iachini, che si sono salutati amichevolmente sparandosi con una fionda.

 

Lecce – Cagliari        3-3

Il Lecce resterà in serie A.

 

Napoli – Udinese       1-2

Il Napoli crolla e il sogno scudetto si allontana. La città la prende bene: solo 43 suicidi e 275 episodi di autoflagellazione. Mazzarri commenta con il consueto aplomb: “Quel figlio di mignotta dell’arbitro ci ha dato solo un rigore, quel vecchio di merda di Lucarelli non segna manco a morire. Saranno contenti tutti quegli stronzi a cui diamo fastidio”. Molto criticato Guidolin per la sua esultanza smodata. Al fischio finale si sarebbe avvicinato ad Armero dicendogli sottovoce all’orecchio: “Sono contento per i ragazzi”.

 Il Presidente

 

 

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