E’ solo un gioco

Svegliarsi la mattina dopo che la tua squadra ha perso il derby-scudetto 3-0. Un’impresa da leoni. Hai un leggero giramento di testa (e non solo) e sai perfettamente che hai il disperato bisogno di sfogarti. Tra i tuoi amici/parenti c’è sempre il simpaticone di turno che ti chiama per sfottere. E anche stamattina è succcesso. Ore 11 di domenica 3 aprile 2011. Poche ore prima l’Inter ha preso 3 belle pere dal Milan. Lo scudetto è ormai un sogno. Il cellulare squilla, è Alvise. Un milanista. Mi sfrego le mani e penso ‘grazie Alvise’. Rispondo e gli faccio notare tutti i favori arbitrali di cui il Milan avrebbe goduto e che mi sono srcupolosamente appuntato già durante il match. Commento dicendo che ‘deve essere una bella soddisfazione vincere il derby rubando’. Bene, mi sono sfogato. Ora sono in pace con me stesso.

Poco dopo chiama mio zio. Una telefonata che sapevo sarebbe arrivata. Mio zio è milanista. Quei (pochi) che hanno la pazienza e la voglia di seguire il mio blog si ricorderanno di lui. Lui per me è come un fratello. Non ha figli e sono il suo unico nipote. Da lui accetto qualsiasi sfottò.  Abbiamo una sorta di tradizione: chi vince il derby, il giorno dopo chiama lo sconfitto. Si lanciacosì  in un’analisi tattica che sa di consolazione verso chi ha perso: ‘Leonardo non capisce niente’.

Lo striscione milanista contro Leonardo, ex allenatore dei rossoneri

Perchè questo è il secondo step del tifoso sconfitto nel derby: dopo l’incazzatura c’è l’analisi della debacle, con consapevolezza finale. L’allenatore è un cretino, non capisce nulla, ha sbagliato la formazione, l’arbitro ha fischiato in un’unica direzione, pazienza abbiamo vinto 4 scudetti di fila, sarà per l’anno prossimo. Qualche giorno fa a scuola c’era Severgnini, noto interista. Gli avevamo chiesto un pronostico e lui aveva risposto: ‘sabato c’è il derby? Io penso alla Champions’. Ecco, martedì c’è lo Schalke, pensiamo a quella partita, visto che almeno noi siamo ancora in corsa.

Insomma, verso l’ora di pranzo sto già meglio. Posso mangiare con la testa abbastanza sgombra. Poi ti arriva una di quelle telefonate che ti riportano duramente alla realtà.  Perchè il calcio è un gioco, di cui anche la delusione fa parte.Ma ci sono cose ben più gravi di una partita persa. Il mio blog cerca di spiegare perchè il calcio viene visto, soprattutto nel nostro Paese, come una cosa seria. Ma ha l’intelligenza di capire che il pallone non è tutto.

Questo post è quindi per Alessandra. Tieni duro amica mia.

Fuori è una bella giornata, vado a fare due passi.

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