Vieni, c’è uno stadio nella roccia

«Quest’opera mi aveva molto impressionato per la sua eccezionalità, una struttura leggerissima in cemento armato che si inserisce nella massa rocciosa di una collina. Un innesto scenografico spettacolare tra ossa e tessuto organico. Eduardo mi propose delle riprese fotografiche in notturna, durante una partita di calcio. Ci siamo talmente appassionati al match tra Braga e Sporting Lisbona, che ci siamo quasi dimenticati delle fotografie, rinviando il lavoro ai giorni successivi».

Pensieri e parole di Gabriele Basilico, pubblicate oggi in un articolo a sua firma sul Corriere della sera. Basilico è uno tra i più noti fotografi internazionali. Dopo gli studi in architettura, si è specializzato nella fotografia di paesaggi e opere. Una voce autorevole, che commenta così, in occasione dell’assegnazione del Premio Pritzker 2011 a Edoardo Souto, una delle opere più famose e innovative dell’architetto portoghese: lo stadio di Braga.

Realizzato nel 2004 in occasione degli Europei, lo Estadio Municipal (al momento chiamato Axa, dal nome dello sponsor dello Sporting Braga) è innovativo proprio perché è letteralmente inserito in una collina. Esistono solo le due tribune: al posto delle curve, due grandi porzioni di roccia. Un’opera sulla quale gli addetti ai lavori dedicano fiumi di pagine e studi. Eppure, non sono in molti a conoscerlo, visto che lo Sporting Braga non è un club di primo livello. E durante Euro 2004, vi si giocarono solo due partite. Certo è che l’effetto estetico generale è davvero importante. Porto, Lisbona, la stessa Braga hanno saputo ben approfittare dell’evento di 7 anni fa per dotarsi di strutture moderne, all’avanguardia e dal forte impatto. Ricordo ancora quando, a dicembre, sono stato al Dragao di Porto: sono rimasto per almeno un’ora a bocca aperta.

L’assegnazione di una manifestazione sportivo di grande livello può fare da volano per le infrastrutture di un Paese. La stessa Porto si è dotata di una metropolitana leggera che è un vero e proprio bijoux. L’Italia, consapevole di questo, ha provato per ben due volte, senza riuscirci, di farsi assegnare gli Europei: ma sia per quelli del 2012 che per quelli del 2016 le sono state preferite altre nazioni. Sono molti gli stadi che avrebbero bisogno di una revisionata, o di essere totalmente ricostruiti. Ma non si può aspettare l’assegnazione di un Europeo, o di un Mondiale, per dare una botta di vita alle infrastrutture di un Paese, per così dire, civile. Bisognerebbe fare come in Inghilterra: stadi svincolati dalle proprietà comunali e dati in mano ai club. Le amministrazioni comunali dovrebbero puntare sui trasporti di massa, gli aeroporti, l’accoglienza in città.

E siamo ancora qui a parlarne.

 

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