Ultimo Tango a Dortmund

Stasera si gioca Germania-Italia. Anzi, si continua a giocare, perchè questa è la classica partita che non finisce mai.

Il gol decisivo di Gianni Rivera

Il fischio d’inizio della partita infinita è datato 17 giugno 1970. Stadio Azteca, Città del Messico. Semifinale del Mondiale. L’Italia va in vantaggio nel primo tempo con Roberto ‘Bonimba’ Boninsegna, ma poco prima del fischio finale il difensore Karl-Heinz Schnellinger pareggia. Si va ai supplementari. Fa un caldo pazzesco e l’altura non aiuta. La ‘partita del secolo’ inizia al 91°. Vantaggio di Gerd Muller, pareggio di Tarcisio Burgnich. “Riva! Riva! Riva!” urla il telecronista Rai Nando Martellini mentre Rombo di Tuono fa 3-2. Uwe Seeler pareggia. Finita? Si riparte da centrocampo, Rivera segna con il ‘piatto’ (così si chiama quel modo di tirare) più famoso della storia del calcio italiano. Ora sì, è finita. Se vi siete persi, rivedetevi pure tutti i gol. Capita, se è la prima volta che senite parlare del Partido del siglo.

Come dico, la gente si è tanto commossa e divertita. Noi abbiamo rischiato l’infarto, non per ischerzo, non per posa, commenta Gianni Brera il 18 giugno 1970 sul ‘Giorno’.

Roberto Bettega durante il match di Argentina '78

In pochi forse ricordano il pareggio 0-0 del Mondiale di Argentina 1978. E’ la prima partita della seconda fase: dopo ci saranno la facile Austria e la mitica Olanda di Johann Crujiff. Dovremmo vincere per stare più tranquilli. Al Monumental di Buenos Aires arriva uno 0-0 tutto sommato positivo. La Germania è infatti campione del mondo in carica e schiera giocatori di livello assoluto come il portiere Sepp Maier, il capitano Berti Vogts e il bomber Karl-Heinz Rummenigge. Sarà l’Olanda (2-1) del ‘calcio totale’ a farci fuori dal gruppo.

L'urlo di Tardelli
L'urlo di Tardelli

Di quell’11 giugno 1982 al Bernabeu di Madrid sappiamo tutto. La finale del mundial spagnolo fa parte del nostro patrimonio genetico. Molti italiani non sanno cosa successe il 24 maggio (Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio), perchè in fondo pensano che il calcio ha contribuito molto più della guerra a fare l’unità. Ignoriamo chi fosse il generale MacMahon, ma ci ricordiamo dell’urlo di Tardelli, di Pertini che in tribuna esclama “non ci prendono più!”, del ghigno beffardo di Stielike, della partita a carte sull’aereo tra lo stesso Pertini, Zoff, Causio e Bearzot. “Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo”.

Andreas Koepke sovrasta Pierluigi Casiraghi

Per due partite di seguito, il match infinito si sposta sul palcoscenico degli Europei. Nel 1988 gli azzurri affrontano i tedeschi in casa loro. A Dusseldorf finisce 1-1: al gol di Roberto Mancini risponde 3 minuti dopo Andreas Brehme. E’ una buona Italia, fatta di giovani rampanti come il ‘mancio’ e Gianluca Vialli, che fa bella figura all’esordio contro i padroni di casa. Nel 1996, agli Europei in Inghilterra, la Germania riesce nell’impresa di non batterci ed eliminarci. L’Italia di Arrigo Sacchi è con un piede fuori dalla competizione, dopo la sconfitta inattesa contro la Repubblica Ceca. Il 19 giugno, all’Old Trafford di Manchester, dobbiamo vincere. Al 7° otteniamo un calcio di rigore. Gianfranco Zola tira, Andreas Koepke respinge. Finisce 0-0: siamo fuori.

4 luglio 2006: l'Italia è in finale

Un’altra tappa che ha contribuito a formare il patrimonio genetico degli italiani è la semifinale del Mondiale 2006. Dortmund, Westfalen Stadion. E’ il 4 luglio. Come a Citta del Messico, fa un caldo pazzesco. Caldo non solo climatico. Lo stadio è una bolgia. Più di 60.000 tifosi tedeschi urlano “Sieg!” e “Auf Wiedehersen”. I giornali avevano risplverato, in mattinata, i classici clichè sugli “italiani mammoni e sulle loro mamme tettone”. Cercano di metterci paura, sanno che prima o poi il corso della partita infinita deve cambiare. A Dortmund la Germania non ha mai perso, in fondo. I 10000 emigranti italiani presenti allo stadio se ne sentono dire di ogni. Sperano che quei milionari con la casacca azzurra rendano loro giustizia. I tedeschi si trincerano nella loro sicumera, ma quando arrivano i supplementari, come all’Azteca, capiscono che anche stavolta dovranno aspettare prima di batterci. Fabio Grosso e Alessandro Del Piero ci portano in finale. Il tecelcronista di Sky Fabio Caressa impazzisce e con lui un Paese intero.

Stasera si torna a Dortmund. E’ solo un’amichevole, ma Italia-Germania non è ancora finita.

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