Viva il presidente pilacco

Dal pilu (che impera anche nella cattolicissima Polonia) ai pali (delle porte di calcio). Per chi non ci credesse, l’ex coniglietta polacca di Playboy Izabella Lukomska è stata nominata presidente del club calcistico Warta Poznan.

“Non è un problema per me, gli uomini me li mangio a colazione”, ha detto la modella nel primo giorno da numero uno della società. Idee chiare e nessuna paura di avventurarsi nel maschilista mondo del calcio: il terzultimo posto in classifica sarà solo un brutto ricordo. Izabela vuole la salvezza. La sexy indossatrice, inoltre, si impegnerà subito a pagare gli stipendi arretrati dei giocatori. Non è la prima volta che Izabela si confornta con il mondo dell’imprenditoria. Tempo fa era stata a capo di una società che opera nel mondo dell’edilizia, conseguendo buoni risultati. “Non sapevo nulla di costruzioni quando ho cominciato, e cercherò di fare bene anche nel calcio. Partirò dagli stessi principi: ordine e disciplina”.

Non è la prima volta che si vedono presidenze bizzarre nel mondo del calcio. In Italia non abbiamo nulla da invidiare alla Polonia. Soprattutto in Toscana. Soprattutto tra Pisa e Pontedera. Nel 2002, nella città della torre pendente, sulla poltrona di presidente del club cittadino si è seduto un cane. Mica un Bobby qualsiasi. Parliamo di Gunther IV, che solo per il nome altisonante ricorda un altro cagnolone. Spieghiamo subito: Gunther è un cane milionario. Sulle origini della sua fortuna si è a lungo discusso. Quello che si sa è che la sua somma, che ammonterebbe a 187 miliardi delle vecchie lire, è amministrata dall Gunther Corporation, con sede alle Bahamas. Un’ operazione che all’epoca costò 10 milioni. Obiettivo: riportare in fretta il Pisa in serie A. «Ma il nostro non è solo un intervento strettamente tecnico – spiegò Maurizio Mian, coordinatore del Gunther e nuovo presidente del Pisa -, la nostra vera sfida è la globalizzazione». Accidenti, un progettino niente male. Pallone sì, ma soprattutto marketing, investimenti e comunicazione multimediale. Il Pisa la serie A non l’ha mai vista nemmeno con il binocolo.

Il gruppo, che ha tuttora la sua sede operativa nell’ex villa di Madonna a Miami, decide nel 2006 di spostare le proprie mire su un’altra squadra, lasciando il Pisa in balìa di sè stesso. Il nuovo obiettivo diventa il Pontedera. Il gruppo annuncia grandi cambiamenti. com’è ormai nel suo stile. Gunther è sempre presidente, ma deve avere anche il tempo per figliare; d’altronde la dinastia deve proseguire. Per permettere al cane di poter concepire senza farsi assorbire dagli impegni imprenditoriali, viene affiancato da una triade. Non ‘La Triade’, quella che alla guida della Juve per anni ha ‘orientato’ la nostra serie A. Bensì: Prodigal1 (rapper inglese), Valentine Demy (pornostar italiana) e Karolcia (lapdancer polacca). Madrina della presentazione della nuova presidenza è Ilona Staller (che in fondo con gli animali si è sempre trovata bene). Come spiegò la nota ufficiale della società, i tre furonio scelti “per i loro messaggi allineati alla missione della multinazionale che promuove il diritto alla fertilità, la libertà scientifica e di ricerca, l’inseminazione artificiale come diritto per tutte le donne e la pillola abortiva Ru 486”. Il club della provincia pisana, famoso perchè il 6 aprile 1994 battè 2-1 la nazionale italiana di calcio in un’amichevole di preparazione al Mondiale negli Usa, si ritrova così in mano a siffatti personaggi. Per fortuna, la questione si risolve in poco tempo. Dopo le elezioni politiche 2006, il gruppo si ritira.

Non sarà bizzarro, ma ora gli americani vogliono comprarsi la Roma. Ci aveva provato l’imprenditore Soros due anni fa, ora tocca ad una cordata. La Unicredit, che controlla una Roma con 40 milioni di euro di debito, è volata a New York per trattare. All’epoca di Soros, i romani già sognavano acquisti faraonici. Allo stadio Olimpico spuntarono bandiere a stelle e striscie. Poi non se ne fece nulla e i laziali infierirono: “sti romanisti Soros-iconi”. Nella cordata non ci sono cani o pornodive. Ci sono imprenditori in puro stile uotsamericanboi. Gente tosta e mascellona, anche coinvolta nei mitici Red Sox. Quando gli americani sono sbarcati nella Premier League inglese, comprando Manchester United e Liverpoo, pensavano di poter fare le cose in grande. E invece hanno trovato un mare di debiti da ripianare. Se gli americani sbarcheranno a Roma, di buchi da riempire a furia di dollari ne troveranno. I soldi ce li hanno, ma pure Gunther li aveva. E sapete com’è finita. Non è che Unicredit farebbe meglio a sfogliare un numero di Playboy?

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